domenica 23 novembre 2008

Bambolina e Barracuda.

Gli errori...c'è sempre una prima volta per tutti,
ma non credevo che questa volta ci sarebbe stata anche per me.
Un fine settimana difficilmente dimenticabile.
Caldo di notte...freddo di giorno.
Eravamo in troppi, io e te in questo letto.
Troppi per capire che abbiam rischiato di diventare più di due.
Per fortuna è andata bene, devo darti atto di responsabilità.
Ci sono 1000 aspetti che non amo di te.
Ne esistono altri 1000 che amo.
Mi facevi tenerezza quando tiravi le lenzuola su di me e mi rimboccavi le coperte, ogni volta che sentivi le mie dita tiepide sui fianchi.
Quelle labbra sulla nuca non erano immotivate, non erano gratuite.
Avrei preferito più spessore, più sentimenti, più passione, più dolcezza.
Lo abbiamo fatto da amici, perché lo avevamo scritto da qualche parte nella nostra mente impaziente.
E ora che il tuo corpo non è qui a scaldarmi, forse basterà quella coperta spartana, quel pigiama semplice, la luce fastidiosa di quel lampione ad un metro dalla finestra.
Certamente la seconda volta non si farà attendere.
In quell'occasione ci stancheremo per bene.
E quando avremo consumato le forze, probabilmente non rimarrà che qualche capello nel letto, il tuo odore sul cuscino, le lenzuola da lavare.
Non siamo andati a fondo, ci siamo accontentati della superficie.
Ci siam fermati all'apparenza che inganna...
...ma che spesso e volentieri non lo fa.
Magari un giorno andremo più in profondità.
Ovviamente comandi tu.
Un abbraccio sincero.

giovedì 20 novembre 2008

Arrivederci e grazie...anzi no...

Traguardi continui, nuove sfide, nuovi meccanismi.
E comunque tutto sembra girare anche senza di me.
Uno tra tanti, in mezzo ad un via vai di gente che, a differenza di me, appare perfettamente inserita nel trambusto quotidiano. Ognuno con la sua infinita serie di riflessi condizionati che si ripetono ogni giorno.
Ridotto oramai ad essere semplicemente uno dei tre fattori di produzione, l'uomo della strada recita diligentemente la sua parte e, nella maggior parte dei casi, rimane un perdente cronico inconsapevole e senza speranza.
Nel mio caso sembrava tutto monotono e invece...



...ho cercato e trovato l'occasione di giocare al rialzo.
E l'ho fatto.
E ho "vinto".
E ora sono fuori dalle statistiche.
E ora comincio a sembrare io.
E questo è solo l'inizio.

venerdì 14 novembre 2008

Prada S.p.a.



"In tempi di recessione la gente non ha soldi da spendere per roba inutile...e noi vendiamo roba inutile."

Venerdì, pomeriggio. Una giornata di lavoro tranquilla, poche richieste, poche e-mail, poche telefonate. Pochissimo lavoro da fare. Il tempo passa pianissimo. Una noia quasi insostenibile.
Fortunatamente il raffreddore è andato via.
Si prospetta un fine settimana rilassante in cui dovrei poter trovare del tempo per me.
Per pensare, per fare due calcoli, per tirare le somme, per pianificare, per studiare le mie prossime mosse.
Il vento c'è, la vela tira e questo timido sole comincia a far capolino nella nebbia.
...
Sono le 18.00, sto per andar via.
La porta si apre all'improvviso.
E' Pagani.
Problemi sul database dei prodotti.
...
Ecco la mia prima ora di straordinario :-/

mercoledì 12 novembre 2008

Il bimbo dentro.

Che fine ho fatto io?
Col viso più rotondo ma mai pallido.
Meno sicuro ma...
...più forte a volte per la grande umiltà.
Che dormivo sui banchi di scuola,
non trattenevo mai i nodi alla gola.
Che di lottare a volte ero stanco,
ma per pensare avevo sempre tempo...
...e ora no.
Adesso...ti guardo assente e dico:
"Tu non entri, tu dentro di me non entri...
...ora non più, non mi ferisci più!".
Che stringo a tutti i costi i denti
e pur di non scoprirmi...mi tiro indietro un po'.
E ancora un po'...

Luna ascoltami,
se da quell'angolo
di altitudine
ne sai di più di me.
Ora stringimi,
non voglio perdermi,
ma ora non trovo più il bimbo dentro me.

Che fine hai fatto anche tu?
Cos'è? Sei stanca ormai di dirmelo
che non ci sono più?
Tu che conosci con sincera umiltà
la versione integrale di me,
che custodisci gelosa i "perché".
Prova a ridarmi quell'assurda ironia...
...la voglia matta di andare via ma tornare a casa.
Ma ora ti guardo assente e dico:
"Tu non entri! Tu dentro di me non entri più!"
E tu neanche ti ribelli!
Non discuti e ti rassegni!
Aiutami.
Ti prego.

Luna ascoltami,
se da quell'angolo
di altitudine
ne sai di più di me.

Scavalca i ponti tra mente e cuore,
la soglia estrema del dolore,
l'orgoglio ed il suo mare immenso,
per far capire che ci penso,
che soffro per amore intenso,
che gioco ancora con il vento,
ma non trovo più il bimbo dentro.
Che rido ancora senza un senso
e navigo distratto e attento.
Ingenuo...ma con la testa,
o tutto o niente..o sempre o basta!
E che sono qui per ritrovarmi.
E chiedo aiuto a te.


lunedì 10 novembre 2008

Lame di frastuono.

Innumerevoli volte ho pensato alla sua fermezza.
Nessuna cosa al mondo è così risoluta e terribile ma al tempo stesso...bella, pulita ed elegante.
Fredda e spietata. Non come gli uomini.
La sua anima plumbea non esita, è sempre pronta.
Una pressione decisa...non una mano titubante...niente tremolìi...
Una volta azionata, scatena la sua potenziale rabbia in un istante.
E in un istante...fa giustizia.
E la proclama con un suono inconfondibile...la sua voce non accetta repliche...
E' sempre l'ultima a fiatare.
Un lampo che spezza il Tempo,
lasciandolo impaurito in un angolo.
Tremante.
Attonito.
Attimi che durano secoli.
Mentre tutto sembra vibrare.
E nessuno osa obiettare.

sabato 8 novembre 2008

Tra apparenza e sostanza.

Fin'ora ho indossato una maschera.
Presto dovrò metterla via.
Forse la stai indossando anche tu.
E' un gioco strano.
A volte abbiamo la sensazione che bleffare sia la miglior scelta, ma nel tempo non paga.
Proviamo a stringerci la mano senza guanti...
...magari funziona per un po'...
Non ci credo tanto, ma nemmeno tu...quindi potremmo tentare.
Qui intorno è buio pesto e la tua luce mi appare fioca.
Io non ho molto da perdere.
Male che vada, avremo avuto qualcosa in più...
...ma c'è anche la possibilità che vada bene, non è così?
E se non facesse una piega?
Tienilo in considerazione.

domenica 2 novembre 2008

Sintomi.

Il suo odore ancora addosso.
La consapevolezza che non poteva andar bene sin dall'inizio.
"Vado via."
"Aspetta, ti apro."
"Ma...nemmeno un saluto?"

Poco dopo chiusi il portone e girai la chiave un paio di volte.
Tornai in camera e accesi il televisore.
Film con Stallone e Banderas.
Uno scambio di battute tra i due mi fece muovere le labbra.
Quasi un ghigno.
Come da copione vomito l'egoismo che mi hanno costretto ad ingurgitare.