mercoledì 21 aprile 2010

2763° Anniversario

Roma divina, a Te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a Te nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.
Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il Sol che nasce sulla nuova storia;
fulgida in arme, all'ultimo orizzonte
sta la Vittoria.

Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina:
il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.
Madre che doni ai popoli la legge
eterna e pura come il Sol che nasce,
benedici l'aratro antico e il gregge
folto che pasce!

Benedici il riposo e la fatica
che si rinnova per virtù d'amore,
la giovinezza florida e l'antica
età che muore.
Madre di uomini e di lanosi armenti,
d'opere schiette e di penose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.

martedì 20 aprile 2010

Buonanotte a te

Ci sono momenti in cui ho l'impressione di perdere quella carica positiva che, seppur non così trascinante, alimenta la mia volontà ed il mio guardare avanti.
Voltandomi indietro, gli errori continuano a vomitarmi addosso il loro tiepido sapore amaro, oramai quasi familiare.
A volte mi chiedo se tutto questo correre di qua e di là possa consistere alla fine in qualcosa, se possa valerne la pena.
E' passato il tempo in cui esplorando il mondo, esaminandone con cura i meandri, riuscivo ancora a stupirmi, a provare emozioni.
E poi questo continuo sperare nel domani, questa profonda avversione per tutto ciò che è "oggi"...mentre tutto continua a funzionare, scricchiolando, cigolando...

In certi casi è meglio far saltare tutto per aria, il risultato sarebbe migliore.



Spero proprio di non passare la mia vita a coltivare fiori nel deserto.

lunedì 12 aprile 2010

Non è per niente finita!

Sei del mattino.
Quattro ore di sonno e un leggero bruciore agli occhi.
Mi alzo deciso, con forza, come sempre faccio quando dormo solo.
Mezz'ora dopo sono fuori.
La mia destra regge il casco, la sinistra è stretta in un pugno.
Quest'antipatico odore di città già si fa strada all'interno dei miei polmoni.
Il cielo è grigio.
Un vento nervoso ed estemporaneo mi fa avvertire la pungente freschezza dell'aria mattutina, mentre la profonda eco di remoti tuoni rende l'atmosfera pesante e cupa.

La mia mente, come suo solito, si estranea da questo suggestivo contesto solo pochi passi dopo.

Non sono sereno. Un cattivo pensiero mi attanaglia.
Stai male e lo avverto. Lo avvertivo da mesi.
E ancor prima che Tu me lo facessi presente, sentivo che anche l'ennesima ed ultima offensiva che avevi avuto l'idea di scatenare (la più bella ed ingegnosa in verità) sarebbe risultata troppo gravosa per le esili e ricurve reni di quei moderni uomini vincenti sui quali avrebbe dovuto, in buona parte, far leva.
Era gennaio, ben tre mesi fa.
Ricordo di aver pianto nella più tremenda solitudine ed incomprensione, certo com'ero che nessuno, proprio nessuno avrebbe compreso la ragione della mia pena. Ebbi solo il coraggio di accennarlo attraverso numerosi mezzi termini ad una persona che, nel frattempo, mi diveniva cara. Ovviamente con pochi risultati.
In quel medesimo lasso temporale mi son ritrovato senza un lavoro.
Ero talmente schifato dagli uomini che avevo deciso di tenere nel sotto-sella della mia moto quell'affilato ferro nero che hai visto in camera, in modo da poter efficacemente far fronte alla fortunata eventualità di incrociare un individuo in barbetta e ricciolini. Il loro virus sembra aver contagiato l'intera umanità. Non trovo molte eccezioni. Siamo davvero circondati da inconsapevoli zombie non pensanti, proprio come nei film americani.
Questo stato d'animo è durato per diverso tempo, anche dopo aver trovato la mia nuova occupazione, tant'è che qualcuno ha addirittura pensato che fossi un uomo ormai "vecchio" che sentiva non aver più nulla da poter scoprire.
Per fortuna questo brutto momento è passato.
Ho ritrovato motivi per sorridere, sono tornato ad essere beffardo.
E ogni giorno, quando sento gli scricchiolii invariabilmente prodotti da quest'immenso carrozzone di menzogne...sul mio viso appare un ghigno.
Ci sono crepe ovunque in questo sistema.
La stessa natura è dalla nostra parte, semplicemente perchè cambia.
La vita non finisce qui, ci saranno altre occasioni.
Io non ho mollato.
E se non ho mollato io...come puoi mollare Tu??!
Tu...che hai l'anima di un imperatore e lo sguardo di un legionario!
Come puoi proprio tu arrestare la marcia?!!
Il fatum ci concederà nuove opportunità prossimamente!
Non fermarti! Non farlo!
"Le sconfitte si trasformano in disfatte quando non abbiamo la forza di reagire.", ricordi?
Se cedi adesso, non avrei più nessuno con cui condividere a pieno la mia spiritualità.
Il nostro sogno viene da lontano, ma noi guardiamo al futuro.
E' quello che mi hai sempre detto.
Non tradirTi.
Fallo almeno per me.