Avevo già avuto sentore di alcune idee "malsane" e "da eretici" che circolavano da qualche tempo in alcuni ambienti del napoletano e della Campania in generale, ma avevo dato loro meno attenzione di quella che indubbiamente meritavano.
Morale della favola...ho scoperto l'ennesimo cumulo di menzogne.
Il libro che ho cominciato a leggere si chiama "TERRONI", di Pino Aprile, ma non mi sono fermato a questa fonte. La favola del risorgimento italiano è stata imbastita con lo stesso vomitevole sistema con cui è stata imbastita la "liberazione" nel '45.
E i nemici son sempre gli stessi.
E i loro fantocci sempre quelli, in ogni situazione pronti a sbandierare l'assoluta "insindacabilità" delle loro panzane erette a verità.
Nel Ventennio la retorica del risorgimento non fu messa in discussione per ovvie ragioni: i Savoia erano ancora al potere, incrociare le armi con loro avrebbe creato una crisi interna che non avrebbe sicuramente fatto bene alla Nazione.
Nei fatti, però, il Sud in quei vent'anni non fu lasciato a languire.
Lo Stato fu presente: bonifiche un po' dappertutto, il monumentale Acquedotto Pugliese, il Prefetto Mori in Sicilia per debellare la mafia, la Fiera del Levante a Bari e l'Arsenale a Taranto furono solo alcune delle opere che coinvolsero il meridione.
D'ora in poi due cause si sposano, rafforzandosi l'una con l'altra.
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