(Camillo Benso Conte di Cavour, discorso al Parlamento italiano, 11 ottobre 1860)

Oggi è XX Settembre.
A questo giorno fu intitolata la piazza principale del mio paese.
Centoquarantuno anni fa (1870) Roma tornava all'Italia e l'Italia tornava a Roma.
L'Italia era quasi fatta, mancava da sconfiggere il potere della chiesa su Roma e nel Lazio.
La famosa Breccia di Porta Pia non fu in realtà di grande interesse strategico, così come gli scontri che ad essa seguirono.
Ciò che colpisce è l'irresistibile idealismo che permeava dalle umane menti del tempo.
Roma doveva essere a qualunque costo la capitale della nuova Italia. E così fu.
Lo Stato Pontificio fu di fatto aggredito militarmente da una forza che contava ben cinquantamila uomini. A difesa del potere papale si schierarono soldati di diverse nazionalità europee, ma capitolarono miseramente.
Di fatto si venne a creare una grave frattura tra il mondo cattolico e lo Stato italiano.
Si deve ricordare a tal proposito che la stragrande maggioranza delle popolazioni italiche era di fede cattolica.
Tale frattura rimase tale fino al 1929, anno in cui il Duce firmò i cosiddetti Patti Lateranensi, concedendo numerosi privilegi ed agevolazioni fiscali al papato, oltre alla sovranità su una modesta porzione di territorio all'interno di Roma, il Vaticano.
A seguito di questo concordato, Mussolini ritenne opportuno rimuovere la data del XX Settembre dalle festività nazionali, per evitare che gli Italiani festeggiassero una giornata che, oltre a testimoniare la gioia per l'unificazione, tradiva anche un pizzico di discordia tra gli Italiani.
Stati europei come la Francia si opposero a quella aggressione militare, ma lo Stato italiano agì in maniera totalmente indipendente.
Vale la pena di ricordarlo oggi in un'Italia prostrata in cui banchettano come Proci soltanto internazionalisti, secessionisti, puritani e maggiordomi.
Nessun commento:
Posta un commento