La solitudine è come una lente d'ingrandimento.
Se sei solo e stai bene...starai benissimo.
Se sei solo e stai male...starai malissimo.
In molti in questa vita mi hanno accusato di mostrare una insicurezza talvolta rovinosa.
Non nei dettagli del quotidiano (al cospetto dei quali ostento spesso una boriosa saccenza), ma nelle grandi questioni, proprio lì dove un uomo dotato di spina dorsale non dovrebbe esitare, tentennare...finanche cedere.La verità è che so di non sapere, ne sono assolutamente convinto. So che c'è una risposta in ogni situazione, ma non la conosco, non ho mai elementi sufficienti per circoscriverla. Nessuno lì ha, ma a differenza degli altri, io non fingo.
E capita che mi vien meno persino la certezza di non aver operato nel modo migliore in passato. Sento di meritare il dolore che mi autoinfliggo, accusandomi di non aver sfruttato bene le occasioni che il fato mi aveva offerto.
Ma sarà poi vero? Sarà attendibile questo giudizio? Sarei davvero io il responsabile di tutta questa catastrofe? Ammesso che non sia esagerato definirla come tale...
Forse non c'è nemmeno un responsabile...e al diavolo i miei inutili sensi di colpa.
Di certo fa specie l'odio cieco che in taluni casi riesco a generare negli altri. Persone che mi hanno amato per tanto tempo, mi odiano nel modo e nella disinvoltura più inverosimili. Parole e silenzi che feriscono le membra come fendenti di sciabola e lasciano cicatrici nell'anima.
Il dolore inferto è grande, spesso insopportabile, ma non mi uccide.
Quella fiammella dentro di me, in fin di vita, non si spegne ancora.
Mai come adesso vorrei che si affievolisse inesorabilmente.
Dovrei cominciare ad odiarmi anch'io.
In fin dei conti non sono nessuno per pensare di non meritarlo.

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