martedì 30 settembre 2008

Il niente.

Buone notizie sul fronte lavoro.
Per il resto la mia vita qui sta cominciando con i suoi alti e i suoi bassi.
Ci sono sere in cui mi sento dannatamente solo, mi duole una ferita ancora aperta.
Un sogno nato da qualche mese, brutalmente assassinato.
Non avevo il potere di salvarlo, tuttavia ho fatto il possibile, fallendo.
Ora cerco di pensare all’avvenire. Tanti i dubbi, altrettante le paure.
Altro non posso fare che tenermi tutto dentro.
A volte torna a trovarmi lo spettro di un mondo troppo difficile per me, ma poco dopo per fortuna mi passa.
E tu? Sai che per te non è cambiato nulla?
La mia vita ora è molto diversa, la tua è rimasta uguale.
Potevamo cambiarcela a vicenda, sai che bello…
…ma no, basta sogni.
Quella ferita stenta ancora a rimarginarsi, dovrei smetterla di toccarla, dovrei ignorarla, far finta che non esiste, questo dovrei fare. Dovrei.
Qual’era il tuo sogno?
Qual’era quel sogno che volevo mi regalassi tu?
L’ho quasi smarrito.
E poi…era sincero? Era vero?
Questi sono i casi in cui contano più le domande che le banali risposte.
Vorrei rilassarmi e non pensarci.
Sono sul letto. Finestra aperta. Auto che sfrecciano sul viale. Il tenue ronzio del potenziometro di una lampada alogena a qualche spanna da me. Tutto sembra così distante…
Vado a fare una doccia, molto calda.
Solo lei può coccolarmi, per ora.

sabato 27 settembre 2008

Stasera la rivedo.

Un giorno conobbi una ragazza.
Ne aveva passate tante, soprattutto brutte.
E continuava a passarle.
Per brevità, oltre che per non violare la segretezza e la dignità di questa persona, non elencherò i suoi drammi e le sue sfortune.
Le cose stavano prendendo una strana piega.
All’inizio ero convinto che non avrei mai potuto stare con lei, ma dopo capii di provare qualcosa per quella creatura. Non era solo pena.
Per lei ero oramai “il suo ragazzo”. Ci credeva ed era felice.
Quando presi un po’ di confidenza, il mio atteggiamento cominciò ad infastidirla. Io sbagliai a non cambiarlo, lei sbagliò a non capirlo.
Una sera mi confessò piangendo: “Se Qualcuno me le ha mandate, significa che son fatta per sopportarle. Vorrei solo qualcuno che mi resti vicino, che non mi faccia sentire sola!”.
Pochi giorni dopo…tutto finì. Forse per colpa mia.
Era nel torto, ma io non ero stato bravo ad esprimermi.
Ora non so che fine abbia fatto, non la sento da mesi.
Spero stia bene.

Quando Ti ripenso.

They painted up your secrets
with the lies they told to you
and the least they ever gave you
was the most you ever knew
.

And I wonder where these dreams go
when the world gets in your way.
What's the point in all this screaming?
No one's listening anyway
.

Your voice is small and fading
and you hide in here unknown

and your mother loves your father
'cause she's got nowhere to go.

And she wonders where these dreams go
'cause the world got in her way.
What's the point in ever trying?
Nothing's changing anyway.

They press their lips against you
and you love the lies they say
and I tried so hard to reach you
but you're falling anyway
.

And you know I see right through you
when the world gets in your way.
What's the point in all this screamin'?
You're not listening anyway.

martedì 23 settembre 2008

Meglio un uovo oggi.

Non hai perso nemmeno un po' di tempo. Potevi pensarci, ragionarci un'attimo su...e invece no, ti sei lanciata. Ora torni tranquillamente sui tuoi passi, come se nulla fosse successo. Una disinvoltura disarmante. Sono immobilizzato.
Il fatto che l'infinito non esista non ti compete; sei miope, vivi con sufficienza, accontentandoti di piccole cose che alla lunga ti lasceranno vuota. Non hai capito ciò che volevo farti intendere, ma ammetto di non essere bravo abbastanza nell'esprimermi.
Come posso continuare a credere a tutto ciò che ho udito e visto in passato?
Lettere, canzoni, sguardi, frasi, pensieri.
Hai buttato giù tutto in pochi attimi, cancellando le prove.
Penso che tu abbia commesso un grosso errore, ma consolati col fatto che probabilmente non potrai mai saperlo. Nemmeno se fossi infinita.

sabato 20 settembre 2008

One day, one room.

"The time has come..."
Sono un po' teso, mi sembra normale.
Non dovrebbe essere così devastante, ci sono buone notizie, interessanti appuntamenti, audaci progetti...cosa dovrebbe andare storto?
Qualche sacrificio iniziale, i soliti tempi di adattamento, un nuovo stile di vita...
Il clima non sarà così caldo è accogliente, ma c'è chi compenserà, credo.
E poi...quasi la dimenticavo...la libertà. Il poter gestire se stessi in modo totalmente autonomo, senza nessuno a cui dar conto delle proprie decisioni...sembra interessante, vero? Si, ma penso sia l'aspetto meno importante.
C'è una cosa che un po' mi turba: cosa ne sarà di tutto ciò che, comunque vada, sarò costretto a lasciarmi alle spalle?

venerdì 19 settembre 2008

Manchi tu



Con l'ubiquità risolverei la maggior parte dei miei problemi.
Per me sei importante, tantissimo. Te l'ho detto mille volte. Ti ho inviato quella canzone perchè, come ti ho già scritto, sentirla mi ha fatto un certo effetto. E poi, non so per quale motivo e non chiedermelo, continuo ad associarla a te e a me.
Mi sembri tu, quella. Ed io...quello. Sono strano.
Buona notte

martedì 16 settembre 2008

Domenica 14 Settembre 2008, ore 04:58

Le senti?
Sono secche, arse, stremate, ma pronte ad accogliere l'umidità delle tue lacrime. Sono proprio lì, tiepide, sul tuo viso, nella speranza di farti smettere di piangere.
E se le appoggiassi delicatamente sulle tue? Potrebbero lavarne via il rossore? Riuscirebbero a guarirne le ferite? Sarebbero in grado di farti sorridere?
Quel momento è ormai nostro. Sono certo che tutto ciò che ne seguirà...non potrà che essere magico, ci meraviglieremo di noi stessi. Tutte le nostre artificiose previsioni non reggeranno il confronto. I dubbi svaniranno, andranno via senza far rumore, cedendo il passo alle nostre future certezze. Capiremo entrambi le idiozie che ci son venute in mente, gli errori che hanno cosparso il cammino del nostro mutuo rapportarci.
Saranno le nostre vite insieme a darci conforto nei momenti difficili, lo faranno all'unisono, senza contrastarsi.
Niente ci peserà.
Nessuno ci obbligherà a ragionare.
La risposta non sarà nella ragione. Scorrerà tutto da se, mentre impersoneremo l'atipico ruolo degli attori-spettatori-registi del nostro avvenire.
Ti piacerà da matti.
Ora, se vuoi farmi una cortesia, abbandona la metafora della lepre e della tartaruga. Credo proprio che tu abbia tutti gli elementi per realizzarne l'incongruenza.
Siamo due aquile...ti piace?

L'infinito esiste.

lunedì 15 settembre 2008

L'uomo sogna di volare

L'uomo sogna di volare...
guardare dall'alto, planare sul mare.
Che si trovi su un aereo o in un grande appartamento,
sui gradini di una chiesa, nella favela di Candeal.
L'uomo sogna di volare. E scrive sui muri:
"Noi siamo tutti uguali", ma prega nel buio
la sorte del più debole...
NON TOCCHI MAI A ME...

COME DIVENTA FACILE VOLTARSI E NON GUARDARE.
COME DIVENTA FACILE PENSARE "NON E' COLPA MIA".
COME DIVENTA FACILE...
MA TUTTO QUELLO CHE PUO' DIRE UN UOMO E'...

L'uomo sogna di volare...
Guardare dall'alto, planare sul mare.
L'uomo ha voglia di cambiare, ma non sa più come fare.
L'uomo ha voglia di cambiare, ma non sa più cosa fare.
L'uomo sogna di volare...

E allora...
Partenza, decollo, non c'e' nessun controllo.
Di scatto riparto, ci sono cose che volevo...
...ma non ti ho detto mai

COME DIVENTA FACILE VOLTARSI E NON GUARDARE.
COME DIVENTA FACILE PENSARE "NON E' COLPA MIA".
COME DIVENTA FACILE...
MA TUTTO QUELLO CHE PUO' DIRE VERAMENTE UN UOMO E'...

NON FATE COME ME, NON FATE COME ME,
NON FATE COME ME, NON FATE COME ME,
NON FATE COME ME, NON FATE COME ME,
NON FATE COME ME, NON FATE COME ME.

domenica 14 settembre 2008

Prove, provini e simulazioni.

E' tutto sistemato, ho fatto la mia parte con impegno e meticolosità. Ho anche eseguito dieci inspirazioni assieme alle espirazioni ad esse associate.
Avanti così, spiegare le vele.
Avete mai visto "Waterworld"?
Bene, io ho la mappa, ma voglio anche le branchie, voglio continuare a poter nuotare come ho sempre fatto, senza il timore di annegare.
Anche nel caso riuscissi a trovare la tanto agognata Dryland, sono certo che ce ne siano un mucchio qui intorno che non aspettano altro che essere scoperte ed esplorate.
La mia nave non ammainerà mai le vele.
Sarà sempre ansiosa di solcare nuovi mari e di attraccare a nuovi moli.
Ora però dovrei andare, ho un equipaggio particolarmente intrattabile...

giovedì 11 settembre 2008

Incidenti pseudocasuali.

L'aereo che vola senza di me.
Qualche fastidio alla mascella e al collo, paraurti scassato e parabrezza rotto.
Ok, ho capito, non lo faccio più.
Aspetterò e vedrò cosa ne verrà fuori.
Sarei riuscito a capirlo anche con modi più gentili, ma come al solito ti piace avere la mano pesante. Bastardo.

mercoledì 10 settembre 2008

Correre all'indietro.



E' strabiliante accorgersi di quanto spesso la gente ambisca di ottenere dei determinati risultati...ma, nel contempo e magari inconsapevolmente, si impegni in tutti i modi per allontanarli. Ho così tanti esempi da fare...
Forse fa parte della natura dell'uomo. Può anche essere il risultato della mancanza di una seria auto-analisi. Chi lo sa. A mio avviso il problema è non solo grave, ma anche molto diffuso. C'è scarsa consapevolezza delle proprie azioni, dei propri limiti e delle proprie possibilità. Resto dell'opinione che un sano confronto con gli altri non possa far altro che giovare. Molte volte, guardando dall'esterno i propri comportamenti, si può far luce sui numerosi angoli morti del nostro agire.

martedì 9 settembre 2008

Felicità certificate.

Premetto che sono da anni convinto che il cristianesimo rappresenti la più aberrante piaga nella storia dell'uomo. Le riflessioni che seguono non sono dettate da nessuna ideologia, men che meno da quella cristiana.
Ora leggete questa filastrocca:

"Vi sentite in colpa per non avere (voluto) figli? Leggete questo breve saggio, arguto e pungente: il senso di colpa vi passerà subito!"

Parole in pieno stile pubblicitario. Efficaci per accalappiare l'attenzione della moltitudine di idioti che popolano questo sfortunato pianeta.
Il saggio al quale fanno riferimento è "No kid. Quaranta ragioni per non avere figli".
Non ho letto questo libro, e semmai dovesse capitarmi l'occasione di vederne una copia, sarò ben lieto di sputarci sulla copertina. Sarò lieto di sputare addosso ad un cocktail di idee preconfezionate, a basso profilo e come al solito "pronte da pensare".
Il perché è semplice: ci è stato fatto un dono, siamo liberi di scegliere se comportarci da stronzi egoisti e tenercelo o seguire l'esempio di chi ci ha preceduto e donarlo.
E' un onere, è un lavoro, non c'è dubbio che tenga, ma arrivare ad affermare che è solo ed esclusivamente questo...è una vergogna.
Paragonare un neonato ad un oggetto, trattare queste tematiche con cieco razionalismo, dare un prezzo o un costo ad un essere vivente...sono solo alcune delle inumane perversioni figlie dell'ormai malato pensiero occidentale.
Spendete quei soldi per un appartamento, comprate un auto sportiva, giocate a golf...allora sì che sarete felici. Sarete sommersi dalla felicità...e schiavi del vostro materialismo.
Buona spesa.

Pericolosi sfiati.

Ieri non ho tenuto fede ai miei propositi. Ho ripiegato.
Ho fatto come chiunque altro, ma consapevolmente.
Potrei anche giustificarlo a me stesso come una casualità che mi ha colto alla sprovvista.
Sarebbe un tentativo vano e codardo per mascherare le mie inequivocabili colpe.
Nessuna scusante dunque, ero in grado di intendere e di volere, avevo il potere di bloccare quel treno prima che raggiungesse quella maledetta stazione, ma la mia mano non ha agito, e non per colpa sua. Ha solamente eseguito gli ordini, i miei.
Magari, dopo i numerosi precedenti, è stato solo un modo per mostrare al mondo che "Ne son capace anch'io".
Una valvola di sfogo che doveva prima o poi sfiatare...
Ora mi toccherà fare in modo che quel vapore ardente non scotti nessuno.
Rimarrà per qualche istante nell'aria, poi disperderà nell'etere il suo calore, svanendo, come se nulla fosse accaduto.

lunedì 8 settembre 2008

Brefing

Irving Lambert: Buongiorno Fisher, dormito bene stanotte? Sei pronto?
Sam Fisher: Certo colonnello, come un orologio.
Irving Lambert: Ottimo, ti ricordo i tuoi principali obiettivi. Dovrai intrufolarti negli uffici della TXT in quel di Milano. La tua copertura non sarà così banale, impersonerai un neolaureato convocato per un colloquio di lavoro. Ti verrà consegnato un badge con tanto di fototessera per poter liberamente raggiungere ogni angolo del complesso. Sappi che l'intera struttura è monitorata da un sistema di videosorveglianza piuttosto avanzato, mantieni quindi gli occhi aperti. Una volta all'interno avrai a che fare con un addetto alle risorse umane; sii rilassato, non abbiamo motivo di credere che possa scoprire la tua vera identità. In ogni caso dai uno sguardo al CV che ti abbiam fornito in dotazione assieme agli altri strumenti. Dopo trenta minuti dal tuo arrivo ti saranno inviate sull'OpSat le direttive successive. Ricorda che siamo in una situazione di classe 3, non devono assolutamente scoprirti, in tal caso gli obiettivi della missione risulteranno compromessi. Questa volta si fa sul serio, se sbagli...niente Broadway. Domande?
Sam Fisher: No, signor colonnello.
Irving Lambert: Bene...ah dimenticavo...qualche ora fa i nostri informatori ci hanno messo al corrente del fatto che un contatto fidato della C.I.A., una certa Stewart Jennifer (in codice: S.J.), è in zona. Potrebbe passarti informazioni importanti per la riuscita della missione. Ti darò io stesso il via libera nel caso risulti opportuno procedere al contatto. E' tutto chiaro?
Sam Fisher: Certo Lambert, solo una domanda: è carina...?
Irving Lambert: Ma per favore Sam...
Sam Fisher: Suvvia colonnello...era una battuta.
Irving Lambert: Sei sempre lo stesso Sam, ma è meglio così. Partirai entro le prossime 24 ore. Buona fortuna.

domenica 7 settembre 2008

Il Legionario non canta più.

Le sconfitte si trasformano in disfatte quando non abbiamo la forza di ribellarci alla sorte. «Mancò la fortuna, non il valore» si disse.
Quando ancora con le carni lacere ed insanguinate, pur perdendo la quarta sponda,
i nostri padri continuarono a combattere ed a morire con il nome d’Italia sulle labbra. «Mancò la fortuna», ma il valore e la tenacia di quanti avevano combattuto e sofferto, diede la forza ad altri di reagire. Si inalberò nel cielo una bandiera.
All’appello accorsero cantando le giovani linfe dell’onore e del santo sacrificio.
L’Italia fu Repubblica, ma la fortuna ancora una volta volse altrove il suo sguardo.
E fu sconfitta. Il valore, però, non era mancato.
E nel suo segno, a migliaia vennero i figli d’Italia per continuare.
La sacrosanta lotta del «sangue contro l’oro», ancora una volta aveva rinvigorito,
con il suo olocausto, la fiamma dell’eterna luce di Roma.
La giovinezza d’Italia si era battuta con le unghie e con i denti.
Aveva perduto, ma non era ancora stata soggiogata.
La fierezza ed il valore di quanti ci avevano preceduto, ci spronarono a credere ed, insieme ad essi, a sperare più forte. Lottammo con tenacia e caparbietà, poiché su quella strada, il Legionario furente e scarnito dalle mille battaglie,
aveva ancora una volta intrapreso a fatica il cammino della speranza.
E cantando, ci aveva additato la meta comune. Abbiamo fatto insieme molta strada, Legionario. Ed anche se il tuo passo ormai infiacchito dagli anni
non ci ha più dato la sua inconfondibile cadenza, il cammino non lo abbiamo mai smarrito, non lo abbiamo mai interrotto:
la stessa meta di ieri, la stessa tua canzone di sempre, per la stessa Patria.
Nel lungo e difficile cammino intrapreso, non ci siamo mai dimenticati di te.
E nelle soste dei nostri bivacchi, attorno ai fuochi, tra dolci folate di brezza,
abbiamo continuato ad udire la tua canzone.
Quella canzone, l’abbiamo intonata anche noi.
L’abbiamo insegnata ai nostri figli ed ai nostri nipoti.
E nel cielo stellato e sereno la nostra comune canzone è volata a chiamare la luce.
Abbiamo cantato. Abbiamo lottato entusiasti. Abbiamo atteso.
Abbiamo sofferto in silenzio, senza mai perdere di vista il punto fisso che tu ci avevi indicato, sulla linea indelebile dell’orizzonte.
Ma il bagliore del nostro immancabile avvenire, stenta, però, ancora oggi,
ad illuminare di sole l’aurora della nostra vita.
La nostra religiosa ed irriducibile contemplazione della natura,
cerca invano di percepire la tua parola. Un tuo segno. Un tuo indizio.
Cerca di captare nel vento le indimenticabili strofe del tuo canto travolgente di allora.
Ma è silenzio. Inspiegabile quiete. Perché non canti più Legionario?
Cade d’un tratto dal cielo una goccia a rigarci le membra: è pianto, non acqua.
Forse, non è questa la strada? Forse, abbiamo frainteso la meta che ci avevi indicato?
Canta, Legionario, ti preghiamo. Ti imploriamo. Ti supplichiamo.
Perché non canti più, Legionario?
Tu che sei l’eterno custode della nostra Rivoluzione e del nostro irradicato ed imperituro ideale, rispondici.
Dicci qualcosa. Perché ci abbandoni, Legionario? Ti scongiuriamo:
additaci ancora la strada, se l’abbiamo smarrita.
Dacci ancora la forza di cadenzare il nostro passo ormai stanco ed affaticato dagli anni, al canto della tua e della nostra Fede.
E non lasciare che il tuo silenzio e le tue inspiegabili lacrime facciano irrimediabilmente sgorgare dai nostri cuori, la triste amarezza della nostra desolata disperazione.

a.b.m.

sabato 6 settembre 2008

Don't ever change.

Non farlo.
Rimani così come sei, non ho mai trovato niente di meglio.

E non lo troverò mai, né mai lo cercherò.

venerdì 5 settembre 2008

Alone.



Perchè è meglio mentire?
Perchè è così arduo ricordare alcune emozioni?
Perchè ci sono momenti in cui vorrei mollare?
Perchè le cose semplici risultano spesso difficili?
Perchè mi merito un siffatto mondo?
Perchè basta un attimo per distruggere?
Perchè servono anni per costruire?
Perchè i buoni continuano ad apparire cattivi?
Perchè guardo sempre troppo avanti?
Perchè non esistono i supereroi?
Perchè ragionare con chi si ama è sempre così impossibile?
Perchè sento di avere ancora qualcosa in cui credere?
Perchè non vuoi più ascoltarmi?

Giunge il momento delle scelte irrevocabili.


Già. Irrevocabili. Ma questa volta sul serio.
Andar via, sì, ma dove?
E' un mondo fin troppo grande e sconosciuto per concedersi degli errori.
Mi sento tradito dalla nazione che ho sempre difeso e che non volevo tradire.
Oramai ci sono in mezzo, non posso più temporeggiare.
E' un po' come andare sul palco senza fare prove, ma devo.
Devo scegliere una strada cercando di immaginare a grandi linee quella che potrebbe essere la destinazione.
E poi tuffarmi.
Cuore in gola.
Variabili a go go.
Situazioni nuove ed imprevedibili.
Dicono che in queste circostanze vien fuori la "tempra" di un uomo.
Questo mondo è molto più egoista di quanto immaginavo, è una corsa ad eliminazione.
Nessun premio di consolazione per chi perde. E tutti barano appena possono, anche spudoratamente.
Bisogna abituarsi a questa mentalità, non c'è storia.
Se volete semplicemente dirmi "Andrà tutto bene!", prendete il numerino e mettetevi in fila.
La vostra magnanimità vi spinge a voler fornire supporto di qualsiasi altro genere?
Bene, se è così...siete autorizzati a superare tutti, anche a spintoni.
Sappiate comunque che ne uscirò vincente in ogni caso.

giovedì 4 settembre 2008

Yeah, I've been here before...

Ciclicità.
A volte mi illudo di risolvere i problemi facendo finta che non esistano.
Però purtroppo continuano bellamente ad esistere.
Credo che la vita umana non segua sempre un trend espressamente evolutivo, ma nemmeno ciclico. Sto maturando infatti la convinzione che, con buona approssimazione, la vita possa essere intesa come una fusione di questi due percorsi.
In particolare la concepisco come una successione di cicli che si evolvono, che cambiano in meglio (si spera). C'è da preoccuparsi quando i suddetti rimangono gli stessi e si ripetono senza cambiare. In questa situazione la componente evolutiva è soppressa e si verifica una stasi nel progresso morale e materiale dell'individuo. A mio avviso, ciò è dovuto fondamentalmente alla mancanza di stimoli esterni, all'incapacità di cogliere e recepire gli stessi oppure (caso peggiore) ad entrambe le cose.
E' ovvio che ogni situazione merita la sua specifica analisi, ma questa è l'idea generale che mi frulla in testa adesso.
Magari domani evolvo...

Superman

I can’t stand to fly
I’m not that naive
I’m just out to find
The better part of me

I’m more than a bird...i’m more than a plane
More than some pretty face beside a train
It’s not easy to be me

Wish that I could cry
Fall upon my knees
Find a way to lie
About a home I’ll never see

It may sound absurd...but don’t be naive
Even heroes have the right to bleed
I may be disturbed...but won’t you concede
Even heroes have the right to dream
It’s not easy to be me

Up, up and away...away from me
It’s all right...you can all sleep sound tonight
I’m not crazy...or anything...

I can’t stand to fly
I’m not that naive
Men weren’t meant to ride
With clouds between their knees

I’m only a man in a silly red sheet
Digging for kryptonite on this one way street
Only a man in a funny red sheet
Looking for special things inside of me
Inside of me
Inside me
Yeah, inside me
Inside of me

I’m only a man
In a funny red sheet
I’m only a man
Looking for a dream

I’m only a man
In a funny red sheet
And it’s not easy, hmmm, hmmm, hmmm...

Its not easy to be me

mercoledì 3 settembre 2008

A proposito di intrusi...

Complimenti ad ARTEMATICA.
Ho di recente terminato "Diabolik - The Original Sin", il buon adventure che hanno commercializzato nel 2007.
Devo dire che sono state aggiunte numerose positive novità al genere; prima fra tutte la possibilità di affrontare delle situazioni "action" all'interno di un gameplay che altrimenti (come tutte le avventure grafiche) rimarrebbe piuttosto "statico".
Bisogna ammettere che la qualità in generale non è eccelsa, ma risulta nel complesso buona considerando il genere. L'unico appunto che mi sento di fare riguarda l'eccessiva semplicità degli enigmi; stavo addirittura per terminarlo in una sola giornata :-(
Per chi volesse saperne di più --> www.artematica.com

martedì 2 settembre 2008

Fine del Lend-lease, 2 settembre 1945

Precisamente 63 anni fa terminarono all'improvviso gli aiuti USA alle nazioni alleate.
Il programma aveva nome Lend-Lease. Consisteva in una cospicua fornitura di materiale bellico (essenzialmente aerei e cingolati) a Paesi quali Regno Unito, Cina, Unione Sovietica, Francia e altri stati minori.

Secondo Wikipedia, il totale degli aiuti era di ben 50 MILIARDI DI DOLLARI, di cui:
11,3 miliardi all'Unione Sovietica;
3,2 miliardi alla Francia;
1,6 miliardi alla Cina.

Vien da se che senza gli Sherman statunitensi l'URSS avrebbe sicuramente fallito nel fermare l'avanzata crucca, al di là di tutte le idiozie circa l'inverno russo e la logistica che non andava.
Interessante il fatto che secondo gli accordi con l'URSS per il Lend-Lease, tutti i sistemi di armamento dovevano essere restituiti agli USA alla fine delle ostilità, oppure distrutti sotto supervisione statunitense. Un gran numero di aereomobili fu così distrutto. Numerosi mezzi navali furono invece restituiti agli Stati Uniti negli ultimi anni quaranta.
Tutt'ora i rimanenti materiali bellici e i debiti residui del Lend-Lease pesano sulle relazioni Russo-Americane.

Insomma...se non fosse per i dollari USA...la guerra avrebbe preso un altro corso.
Meno male per com'è andata...senza McDonald la mia vita non sarebbe più la stessa...

A wonderful dream...

lunedì 1 settembre 2008

Whatever it takes.

Vi è mai capitato di avere un sogno?
La domanda può sembrare banale, ma di questi tempi...
Ho sempre creduto nei sogni, ignorando sempre le possibili implicazioni di una mancata realizzazione degli stessi. Un tipico approccio da sognatore, insomma.
Ma se rivedessi tutto? Se cominciassi a guardare la vita come una buona pizza da consumare? Fregandomene magari di chi ha steso la pasta...di chi l'ha condita...di chi ha prodotto la salsa...di chi ha raccolto i pomodori...di chi si è occupato del forno...
La verità è che non ci riesco, nonostante sia sotto gli occhi di tutti che per la stragrande maggioranza della gente questo modus vivendi costituisca una prassi.
Vado avanti, qualsiasi sia il costo, qualsiasi sia il mezzo, qualsiasi sia il rischio.
Non conta discuterne, nessuno è mai cambiato.
Come al solito le trappole "anti-intrusione" sono ovunque.
E a volte, anche contro la mia volontà, la mia anima ne calpesta qualcuna.
Gli intrusi...non dovrebbero dormire mai.

Good luck!

Vorrei che questo blog rispecchiasse in tempo reale i miei pensieri ed i miei stati d'animo, oltre alle mie riflessioni su ciò che ci circonda.
Non voglio descrivermi nel profilo, preferisco che i miei tratti si esplicitino attraverso i post del blog. Tutto questo anche per avvicinare quanto più possibile il virtuale al reale.
Forse in questo modo si comprenderà meglio anche il significato ed il senso del nome di battesimo del cucciolo...che, per ora, rimane appunto un "intruso".
Non mi resta che augurarvi "buon viaggio"...anche se probabilmente sarebbe più consono parlare di "escursione"...
Attenti a non farvi male.

Alea iacta est...


Eccomi.
A dispetto di tutte le previsioni...sono qui.
Non credevo di pensarlo, né tanto meno di arrivare a farlo, ma l'ho fatto.
E' lui, è...MIO.
Ho lanciato il dado, ma non sarà solo la sorte a decidere il futuro.
Cercherò di accordarmi con lei...magari faremo a turno...si vedrà ;-)
Ok, ok, solo un momento....quanta impazienza!
Volete sapere perchè l'ho chiamato intruso...
Beh...ecco...ho come l'impressione che sia stata la mia condizione psicofisica in svariati istanti della mia finora breve esistenza terrena.
Non vi dico altro. Il resto...spero si capirà dai prossimi post.
VALE.