lunedì 6 ottobre 2008

If it makes you happy...it can't be that bad.


Non molto spesso ma periodicamente mi capita di pensare che tutte le nostre azioni, indipendentemente dal libero arbitrio che, totalmente o in parte, le caratterizza, seguano a grandi linee un percorso predeterminato da una qualche entità superiore; un dio che ha già in mente quello che sarà il nostro destino.
Tante volte, per una serie di circostanze apparentemente slegate, ci ritroviamo costretti a seguire una strada che magari in quel momento nemmeno vogliamo intraprendere, ma proprio in queste situazioni si verificano eventi inattesi, piacevoli o spiacevoli, che ci convincono sulla sicura bontà di quella che è stata la nostra scelta.
L'incidenza di queste inusuali "condizioni al contorno" è stata determinante nell'evolversi della mia vita. Se ho conosciuto certe persone, se ho vissuto certe esperienze, se ho abbracciato certi ideali, se ho rincorso certi sogni e se ora ho i miei progetti e le mie aspirazioni...è dovuto certamente alla mia volontà, ma non solo.
C'è un'altra componente che interagisce attivamente col nostro agire intenzionato. E non è sempre il caso. Non di rado vengono a crearsi combinazioni troppo improbabili per essere definite "casuali".
La casualità è il nome che l'uomo dà a ciò che per lui rimane imponderabile.
Per lui.

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