
Non molto spesso ma periodicamente mi capita di pensare che tutte le nostre azioni, indipendentemente dal libero arbitrio che, totalmente o in parte, le caratterizza, seguano a grandi linee un percorso predeterminato da una qualche entità superiore; un dio che ha già in mente quello che sarà il nostro destino.
Tante volte, per una serie di circostanze apparentemente slegate, ci ritroviamo costretti a seguire una strada che magari in quel momento nemmeno vogliamo intraprendere, ma proprio in queste situazioni si verificano eventi inattesi, piacevoli o spiacevoli, che ci convincono sulla sicura bontà di quella che è stata la nostra scelta.
L'incidenza di queste inusuali "condizioni al contorno" è stata determinante nell'evolversi della mia vita. Se ho conosciuto certe persone, se ho vissuto certe esperienze, se ho abbracciato certi ideali, se ho rincorso certi sogni e se ora ho i miei progetti e le mie aspirazioni...è dovuto certamente alla mia volontà, ma non solo.
C'è un'altra componente che interagisce attivamente col nostro agire intenzionato. E non è sempre il caso. Non di rado vengono a crearsi combinazioni troppo improbabili per essere definite "casuali".
La casualità è il nome che l'uomo dà a ciò che per lui rimane imponderabile.
Per lui.
Nessun commento:
Posta un commento