martedì 27 gennaio 2009

Un'altra stella per la tua amata bandiera.


Vento Tra I Capelli non parla questa sera.
Seduto innanzi a un fuoco, attende la notte nera.
Anche la luna si nasconde tra le nubi,
sembra abbandonarci al nostro triste destino...

Intanto Occhio Di Falco interrompe la danza,
capisce da uno sguardo che non c'è più speranza.
Quegli spari sono sempre più vicini,
non risparmieranno neanche donne e bambini.

E dalla collina scendono gli invasori
accecati da una pietra gialla di cui sono adulatori.
Anche il sangue doneremo a questa terra.
Avranno i nostri scalpi, ma i nostri cuori non li avranno mai.

Vento Tra I Capelli parla alla sua gente
e la sua voce ha un tono imponente.
Poi un urlo e comincia la battaglia,
quei corpi nudi e puri contro bocche di fuoco...

Sempre più rosso è il fiume Mowak,
ma il corpo del guerriero al mare porterà,
come un fiore, come un fiore,
come un fiore che si è spento col calare del sole...

Ma la prima stella gli illumina il viso,
Vento Tra I Capelli è morto col sorriso
perché sa...lui sa...che adesso hanno i nostri scalpi,
ma i nostri cuori non li avranno mai!

MAI, perché ora volano nel cielo blu.
MAI, perché ora danzano con Manitù.
Non li avranno MAI.

Hobbit




(Scritta per ricordare l'impunito e volutamente ignorato massacro degli Indiani d'America da parte di coloro che oggi si autoproclamano insindacabilmente come gli unici ed insostituibili custodi della democrazia, dei diritti umani e delle libertà. Volgarmente detti "Pellerossa", questi fieri uomini sono stati sistematicamente braccati, scacciati e sradicati dai loro territori, vigliaccamente provocati ed umiliati nel loro amor proprio, privati di ogni tipo di risorse, affamati, repressi, sterminati. Degli originari 6 milioni di Indiani, oggi ne rimangono appena centomila, peraltro rinchiusi in dei veri e propri "zoo umani" chiamati Riserve Indiane. Questo atto vergognoso è stato battezzato come "La conquista del West". A differenza di certa gente eletta, non sono ricordati in nessuna giornata della memoria)

venerdì 16 gennaio 2009

Alone... (parte seconda)



Il sole è andato via da un pezzo, mi resta la sconsiderata compagnia della notte. Lo scenario che si staglia sull'orizzonte è a tratti desolante. Anzi, appare desolante non appena il mio occhio lo esamina con maggiore attenzione.
Non vedo il rimedio.
O non lo colgo.
O non c'è.
Ma si che c'è...solo che non è alla mia portata.
E anche se riuscissi ad ottenerlo, tornerei poco dopo al punto di partenza.
Forse mi sto perdendo.
Forse sto buttando via tempo che un giorno rimpiangerò,
ma non importa.
E' la prova che abbiamo un controllo molto ristretto delle nostre azioni.
Al resto ci pensa il nostro ego.

giovedì 15 gennaio 2009

Circospezione

"...Jessica si spostò lungo la parete di vetro, continuando ad esplorare la stanza. Una superficie metallica comparve accanto alla fontana, all'altezza di un tavolo, e sopra di essa un taccuino e uno stilo, parzialmente nascosti da un'ampia foglia che vi pendeva sopra. Si avvicinò e lesse il messaggio scritto sul foglio. Il significato contenuto in quella scritta richiedeva tutta la sua attenzione: le parole erano state scritte in modo tale da far capire che la persona che le aveva ideate non era l'uomo che lei pensava. Jessica si avvicinò alla superficie metallica cercando l'altro messaggio, quello nascosto. Doveva essercene uno. Sfiorò delicatamente il taccuino, cercando perforazioni in codice. Niente. Ispezionò l'orlo delle pagine con le dita. Niente ancora. Guardò la foglia sopra le pagine...la foglia! Strofinò le dita su quella superficie vellutata, il picciolo...era lì! Tastò con attenzione i sottili punti in codice e il messaggio fu subito chiaro..."

venerdì 9 gennaio 2009

Hai voluto la bicicletta. Ora pedala.

Immaginate un soldato.
Un tenente fresco d'accademia.
Orgoglioso, fiero, sicuro.
Certo di non essere "uno qualunque".
Uno che crede fermamente nella sua ragione di vita.
Un vincente, o almeno uno che non penserebbe mai di non esserlo.
Ferreo nei suoi princìpi.
Convinto del fatto che un militare che muore di vecchiaia non vale gran che.
Uno che disprezzerebbe la vita facile.
Che guarderebbe senza indugi la morte negli occhi.
Volontarista, spregiudicato, forte.
Energico nell'approccio alle cose.
Un uomo che non arrende mai.
Portatelo in prima linea.



Pochi i secondi che bastano a sporcare quell'impeccabile divisa.
Meno ancora ne servono per lacerare quei lucidi stivali.
E' mentalmente solo, dietro un masso.
Mentre si ripara dal fuoco nemico.
Mentre si estrania dalla realtà, tremante.
Mentre guarda stupito quei semplici soldati,
con molte meno stellette di lui,
quasi tranquilli, quasi al loro agio,
avvezzi al serpeggiare della morte.
E si interroga.
Domanda a se stesso se mai si abituerà,
se mai sarà all'altezza,
o se un giorno si ritroverà seduto dietro un masso...
...a piagnucolare come un bambino impaurito.

Forse il suo cuore non era poi così impavido,
forse avrebbe dovuto fare qualcos'altro nella vita,
forse sarebbe stato meglio non avventurarsi in questa difficile impresa.
Se avesse potuto sapere prima...
Se avesse potuto sondare il suo animo,
conoscere profondamente il suo temperamento,
mettere alla prova sul serio il suo spirito.
Del resto le scelte non sarebbero tali se non fossero gravose.
E quando si sbaglia, ci si può ritrovare per terra, con l'elmetto nelle mani,
guardando l'orizzonte come se fosse il vuoto.
Il nostro eroe/fallito è ancora lì, dietro quel masso,
allarmato al solo pensiero di non essere forte come credeva
e spaventato da quell'orribile mondo
all'interno del quale sognava di primeggiare sin da subito.



Intanto fuori imperversa l'inferno.
Per un attimo alcuni spari lo riportano alla realtà.
Nessuno gli ha mai imposto nulla.
Il battesimo del fuoco non è facile per nessuno.
Le alternative non sono più numerose come una volta.
E quando non c'è da scegliere...
...per certi versi c'è poco da pensare.
Alea iacta est.
Facendo ricorso alla sua inviolabile razionalità,
impugna saldamente il suo strumento di morte
e adempie, quasi obtorto collo, al suo dovere di soldato.
Un successo non potrà mai scaturire da una fuga.
La linea di demarcazione non si vede chiaramente, ma esiste.
E forse non è per forza falso che lui sia nel posto giusto al momento sbagliato.

giovedì 8 gennaio 2009

Un po' di paura...



'...a parte che i tempi stringono
e tu li vorresti allargare.
E intanto si allarga la nebbia
e avresti voluto vivere al mare.
Ed anche le stelle cadono,
alcune sia fuori che dentro.
Per un desiderio che esprimi
te ne rimangono fuori altri cento..."

mercoledì 7 gennaio 2009

Politiche a sostegno della famiglia...

“Non pensate ch’io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, e la figlia da sua madre, e la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.”
(Matteo 10, 34-36).

“Pensate voi ch’io sia venuto a mettere pace in terra? No, vi dico; ma piuttosto divisione; perché d’ora innanzi, se vi sono cinque persone in una casa, saranno divise tre contro due, e due contro tre; saranno divisi il padre contro il figliolo, e il figliuolo contro il padre; la madre contro la figliuola, e la figliuola contro la madre; la suocera contro la nuora, e la nuora contro la suocera.”
(Luca 12, 51-53).



I più grandi delinquenti che la storia abbia mai conosciuto.
E sono ancora lì.
Roba da matti.

venerdì 2 gennaio 2009

Domus

C'è una terra di frontiera dove pesto i piedi.
C'è una terra, mezz'ettaro di fango, dove ho preso casa.
Senza scusa, senza offesa, solo la mia grande idea d'impresa.

C'è una terra rasa, mezz'ettaro di fango, dove han preso casa.
Con una scusa e senza accusa,
con l'offesa di chi quella terra l'aveva già presa.

C'è una terra di confine, tra ruderi e rovine e ceste d'ossa,
piena di parole e di promesse.
C'è una terra di confine dove c'è il tuo marchio sulla fossa.

C'è una terra di frontiera dove la mia casa resta fiera.
C'è una lotta di frontiera, di libera bandiera,
contro chi la schiena fa curvare,
sotto il peso di un logo, di uno stile, di una scritta da esportare.

Occupo il mio spazio, mentale.
Occupi il mio spazio, vitale.
E ti combatto.
Questa è casa mia.