31 Dicembre 2761.
Via Fogazzaro 36, Milano.
"...la scheda scivola lungo la feritoia.
Esco salutando con un sorriso e un cenno d'assenso la ragazza dell'accoglienza.
Il cancello coriaceo si chiude con un clangore sordo, quasi liberatorio.
Altri tre giorni qui, poi non vedranno più la mia faccia.
L'aria è serena.
Con malcelata sorpresa mi accorgo della neve.
Leggera, discreta, sottile, mi accarezza la fronte. E' quasi calda.
Muta è la città, nessuno in strada, solo qualche sparuto viandante che si affretta nervosamente, cercando di aprire un ombrello.
Il mio è nella borsa. Chiuso.
Ho messo via la sciarpa.
E' una neve amica. Vorrebbe consolarmi.
La lascio fare.
Per qualche attimo il mio sguardo è attirato in lontananza da un uomo, piuttosto giovane, che si muove a fatica sul marciapiede.
Inizialmente aggrotto la fronte, un po' stupito. Poi capisco.
Ha una sola gamba, oltre ad un paio di stampelle.
Resosi conto della mia indiscreta ma anche sfuggente attenzione, comincia a sbraitare. La sua voce rimbomba in via Bergamo. E' un sudamericano.
Occhi socchiusi ed aria probabilmente marziale, proseguo senza soffermarmi..."
Quest'anno volge al termine.
Non ho atteso questa fine, nè è arrivata all'improvviso.
Doveva giungere ed è giunta. Era il suo dovere.
Con accortezza, la vita mi sta pian piano somministrando le sue dosi dolci e amare di realtà.
Mi entrano in circolo, mi induriscono, mi formano.
Dentro sono ancora un bambino, ma a volte stento a ritrovarmi, sentendomi troppo grande per avere solo 23 anni.
Guardo indietro e penso, forse troppo spesso.
Rianimo volontariamente fantasmi che appartengono al passato.
E quando, per ripicca o per curiosità, esco fuori dalle mura della mia fedeltà morale...ne constato poco dopo la consistenza, la fermezza, il valore, l'insostituibilità.
La solitudine psicologica è sintomatica, forse dovrei farmene una ragione...
...ma se così non fosse...?
Se invece ci fosse una tenue possibilità di vivere le proprie emozioni con spontaneità senza rientrare ogni volta nel limbo degli incompresi...?
L'incomprensione è la norma. Ciò che deve stupire è la comprensione, il fatto che ci sia qualcuno che quando ti stringe la mano, ti sorride col cuore e non per insulsa apparenza.
Il mio cassetto non è più stracolmo di sogni come una volta, ma per i prossimi trecentosessantacinque giorni ne ho ancora abbastanza.
Qualcuno è molto bello...e anche molto difficile da realizzare.
Nonostante le piccole, grandi e incomprensibili delusioni sul piano personale, manterrò un atteggiamento positivo nei confronti del presente e del futuro.
I giusti feedback non hanno tardato a manifestarsi...e non tarderanno.
Un fraterno abbraccio a tutti coloro che amano la luce del sole.
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