Un tenente fresco d'accademia.
Orgoglioso, fiero, sicuro.
Certo di non essere "uno qualunque".
Uno che crede fermamente nella sua ragione di vita.
Un vincente, o almeno uno che non penserebbe mai di non esserlo.
Ferreo nei suoi princìpi.
Convinto del fatto che un militare che muore di vecchiaia non vale gran che.
Uno che disprezzerebbe la vita facile.
Che guarderebbe senza indugi la morte negli occhi.
Volontarista, spregiudicato, forte.
Energico nell'approccio alle cose.
Un uomo che non arrende mai.
Portatelo in prima linea.

Pochi i secondi che bastano a sporcare quell'impeccabile divisa.
Meno ancora ne servono per lacerare quei lucidi stivali.
E' mentalmente solo, dietro un masso.
Mentre si ripara dal fuoco nemico.
Mentre si estrania dalla realtà, tremante.
Mentre guarda stupito quei semplici soldati,
con molte meno stellette di lui,
quasi tranquilli, quasi al loro agio,
avvezzi al serpeggiare della morte.
E si interroga.
Domanda a se stesso se mai si abituerà,
se mai sarà all'altezza,
o se un giorno si ritroverà seduto dietro un masso...
...a piagnucolare come un bambino impaurito.
Forse il suo cuore non era poi così impavido,
forse avrebbe dovuto fare qualcos'altro nella vita,
forse sarebbe stato meglio non avventurarsi in questa difficile impresa.
Se avesse potuto sapere prima...
Se avesse potuto sondare il suo animo,
conoscere profondamente il suo temperamento,
mettere alla prova sul serio il suo spirito.
Del resto le scelte non sarebbero tali se non fossero gravose.
E quando si sbaglia, ci si può ritrovare per terra, con l'elmetto nelle mani,
guardando l'orizzonte come se fosse il vuoto.
Il nostro eroe/fallito è ancora lì, dietro quel masso,
allarmato al solo pensiero di non essere forte come credeva
e spaventato da quell'orribile mondo
all'interno del quale sognava di primeggiare sin da subito.

Intanto fuori imperversa l'inferno.
Per un attimo alcuni spari lo riportano alla realtà.
Nessuno gli ha mai imposto nulla.
Il battesimo del fuoco non è facile per nessuno.
Le alternative non sono più numerose come una volta.
E quando non c'è da scegliere...
...per certi versi c'è poco da pensare.
Alea iacta est.
Facendo ricorso alla sua inviolabile razionalità,
impugna saldamente il suo strumento di morte
e adempie, quasi obtorto collo, al suo dovere di soldato.
Un successo non potrà mai scaturire da una fuga.
La linea di demarcazione non si vede chiaramente, ma esiste.
E forse non è per forza falso che lui sia nel posto giusto al momento sbagliato.
2 commenti:
Solo chi ha sentito le tue parole dirette forse può capire il reale significato di questo post. Ma in fondo quando ci esprimiamo nulla deve essere troppo esplicito. Hai comunque riportato per iscritto la tua esperienza costruendo l'immagine di questo soldato. Ottimo lavoro. Riesco ad immaginarti in divisa.. :)
E' molto reale, sembra di trovarsi con lui e di vivere i suoi pensieri. Se il soldato ha qualche stelletta in più...beh deve puntare su questa sua forza, deve continuare ad essere certo di non essere "uno qualunque", deve continuare a credere nella "vittoria".
Si può essere all'altezza, bisogna solo non scoraggiarsi: non c'è spazio per i piagnucolamenti.
Tutte le scelte portano dei rischi, ma dobbiamo essere in grado di mantenere sempre un cuore impavido..Braveheart...altrimenti si va avanti con difficoltà.
Quindi..."Alea iacta est"...la decisione è stata presa, non si può più recedere.Impugna la tua arma e affronta il nemico..mai fuggire.
Scusami,mi sono dilungata troppo..mi piace parlare dovresti saperlo:)comunque buona giornata... un abbraccio
Eccomi qui ancora una volta.
Credo che le "amiche dal profondo sud" siano diverse... vero, tesoro?
Però io batto tutte in merito a profondità ;)
Per chi ti conosce non è difficile cogliere il senso di questo post.
Sai bene che sono proprio quelle stellette a fare la differenza. E sai bene che quelle stellette sono state meritate una ad una. Nessun favoritismo, nessun clientelismo.
Ti conobbi come Fear (ricordi?)... hai fatto un bel passo avanti, Braveheart!
Quel masso è dietro di te.
"Orgoglioso, fiero, sicuro.
Certo di non essere "uno qualunque"."
Questa consapevolezza ti ha permesso di aggirare l'ostacolo, quel masso che ti ha impedito di guardare oltre per mesi e mesi.
Adesso tocca a te, NON INDIETREGGIARE... Non finirai seduto su quel masso. Resterà solo un vago ricordo, sfocato, lontano.
Quando ci si trova di fronte a cambiamenti radicali
è normale sentirsi disorientati, vacillanti.
Un pò di paura e di preoccupazione: ingredienti sempre presenti davanti al Nuovo!
Trova la forza e la motivazione dentro di te e in chi crede in te e AVANTI IN MARCIA! SEMPRE A TESTA ALTA (quante volte ce lo siamo ripetuti!!!!!)!
Un sorriso e un abbraccio fraterno.
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