martedì 21 dicembre 2010

mercoledì 15 dicembre 2010

La bastiglia ha tenuto

Non condivido, nè ho mai condiviso, il pensiero politico e buona parte delle principali azioni del nostro attuale Capo del Governo. Questo però non mi esime dall'esprimere una certa soddisfazione nella tenuta del governo a fronte della mozione di sfiducia promossa da quella masnada di traditori prezzolati massoni che rispondono al nome di "finiani".

Questa volta la bastiglia ha tenuto.

Ciò che mi ha particolarmente schifato è la seguente pagina di facebook:
http://www.facebook.com/pages/Vergognati-Catia-Polidori/130955710299274?v=wall

In questa pagina una moltidudine di gente intellettualmente bassa e moralmente riprovevole si è scagliata contro Katia Polidori, parlamentare di FLI che ha votato contro la sfiducia al Governo. Pesanti insulti e le peggiori ingiurie si susseguono uno dopo l'altra in uno spettacolo desolante che evidenzia quanto il popolo stia scivolando in basso nella più avvilente libertà. In scenari virtuali come questi si mette a nudo la reale anima volgare e plebea delle nuove masse, le stesse che qualche secolo fa gioivano avide di crudeltà alla vista di teste mozzate che rotolavano su un palco.

Ho l'impressione che morirò antidemocratico.

Vedi quella polvere? Senti quelle grida?
Vedi la folla che si avvicina?
No, soldato, non li guardare così.
Non sperare che si fermino, stanno venendo qui!

Questo è quello che succede quando chi è nobile fugge.
Quando chi è nobile si arrende, restiamo io e te!
Quando chi è nobile per nome o chi è nobile per oro
abbandona i suoi soldati, restano solo loro!

Non rimanere fedele a quel duca che ci ha lasciato,
ma sii fedele a queste mura, sii fedele al loro granito!
Non abbassare il ponte, non ti fidare delle loro promesse!
Le vedi quelle picche? Quelle sono per le nostre teste!


lunedì 22 novembre 2010

Sull'inglese...



"[...] ...L’inglese non è una lingua germanica – e tanto meno una lingua neolatina, nonostante il suo lessico neolatino al 70% - ma un liquame fonetico, grafologico, lessicale, grammaticale e sintattico che ha molto del ‘papiamento’ e che, quale idioma profondamente degenerato, è stato classificato come strutturalmente affine alle lingue bantù. [...]"

Silvio Waldner

venerdì 5 novembre 2010

Efficienza sociale

Vi sarà capitato non una sola volta nella vita che una vostra azione o affermazione vengano fraintese, provocando nel mondo esterno una reazione diametralmente opposta rispetto a quella che desideravate ottenere.
Vi invito a meditare su quanto la cosa possa risultare snervante in talune situazioni.
A volte chi ascolta cade vittima del pregiuzio prima ancora di comprendere ciò che sta ascoltando. Può essere che stiamo diventando un po' troppo impazienti, in questa società che altro non fa che impegnarsi a metterci fretta...
E' un'esperienza che non ho esclusivamente vissuto in prima persona, l'ho vista più volte anche dall'esterno, una prospettiva dalla quale la scena spesso appare quasi ridicola.
So bene che è già aria fritta, ma pensiamoci un attimo, miei sparuti e variegati lettori.
La mia opinione è che nell'odierno Occidente si favorisce e si incoraggia la semplificazione e l'efficienza temporale ed economica in ogni ambito, dal lavorativo al sociale, dove di fatto crea un danno palpabile.

martedì 26 ottobre 2010

Per l'Onore

Freddo nel naso. Vento sullo stomaco.
Il casco lo sento come una cella frigorifera.
E fuori alle 22:30 c'è un freddo da neve.
Ma stavolta non è colpa della memoria o dell'attenzione.
In fondo questi particolari, se inquadrati in un'ottica più ampia, diventano stupidi.
Ve lo immaginate un suicida che prima dell'atto fatale si preoccupa di aver lavato i denti? Ovviamente no, perchè la pulizia dei denti e il suicidio hanno sfere d'influenza di diversa portata. Ebbene stasera le membra intirizzite avrebbero potuto protestare quanto volevano, non avrebbero ottenuto attenzione.

Un passo poco meditato, apparentemente (ed anche di fatto) innocuo, mi ha condotto alla rovina.
Tutto il resto è polvere, ciarpame non degno di constatazione.
Non avrei mai immaginato di raggiungere un tale stato d'animo.
E invece eccomi qui.
C'è di buono che ora capisco qualcosa di nuovo.
Capisco perchè un soldato di Roma preferiva trafiggersi con un gladio più che tornare a casa sconfitto.
Capisco perchè diversi pluriomicidi si danno la morte appena dopo le loro vittime.
Capisco perchè mi sto scervellando a trovare un buon sistema fisico per liberare al più presto la mia anima al cielo e dare la giusta sorte al mio corpo.
Per l'Onore.

mercoledì 13 ottobre 2010

Legato per sempre ai vinti.

Da pochi giorni e assolutamente per caso ho cominciato ad informarmi - in modo un po' più critico che in passato - sulle vicende dell'unità d'Italia.
Avevo già avuto sentore di alcune idee "malsane" e "da eretici" che circolavano da qualche tempo in alcuni ambienti del napoletano e della Campania in generale, ma avevo dato loro meno attenzione di quella che indubbiamente meritavano.
Morale della favola...ho scoperto l'ennesimo cumulo di menzogne.
Il libro che ho cominciato a leggere si chiama "TERRONI", di Pino Aprile, ma non mi sono fermato a questa fonte. La favola del risorgimento italiano è stata imbastita con lo stesso vomitevole sistema con cui è stata imbastita la "liberazione" nel '45.
E i nemici son sempre gli stessi.
E i loro fantocci sempre quelli, in ogni situazione pronti a sbandierare l'assoluta "insindacabilità" delle loro panzane erette a verità.
Nel Ventennio la retorica del risorgimento non fu messa in discussione per ovvie ragioni: i Savoia erano ancora al potere, incrociare le armi con loro avrebbe creato una crisi interna che non avrebbe sicuramente fatto bene alla Nazione.
Nei fatti, però, il Sud in quei vent'anni non fu lasciato a languire.
Lo Stato fu presente: bonifiche un po' dappertutto, il monumentale Acquedotto Pugliese, il Prefetto Mori in Sicilia per debellare la mafia, la Fiera del Levante a Bari e l'Arsenale a Taranto furono solo alcune delle opere che coinvolsero il meridione.



D'ora in poi due cause si sposano, rafforzandosi l'una con l'altra.

domenica 20 giugno 2010

Voglio i nazisti omosessuali!!!

Per farla breve...

- se sono Nazi sono da prendere a schiaffi.
- se sono froci sono da difendere e proteggere.

E se fossero Nazi e froci???

venerdì 4 giugno 2010

Ribelli d'Indastria

Hanno avvelenato il vostro cibo,
la vostra acqua,
la vostra aria.

Siate invisibili,
siate cinici,
siate liberi.

Siate rapidi,
silenziosi,
precisi.

Invisibili.
Cinici.
Liberi.

Siete i nuovi ribelli d'Indastria!

domenica 16 maggio 2010

Alone... (parte quarta)

Eccomi qui.
E' notte. Già domenica.
Ho come nostalgia della mia maledetta solitudine.
L'impressione è che a breve tornerà a farsi sentire.
Cara vecchia compagna solitudine...
C'è più poesia e misticismo nell'essere misantropi, non c'è dubbio. Almeno per me.
Ci si può solo aspettare qualcosa di buono perchè sei già abbastanza nella merda.
Una sorpresa, un messaggio, qualcosa di simbolico da qualcuno che credevi irrimediabilmente seppellito nell'oblio del passato.
O magari da uno sconosciuto.
Un boliviano in tram che mi chiede se anch'io lavoro di notte.
Una signora che mi sorride dopo che con un "Prego." le cedo il passo.
La bionda del colloquio di lavoro che mi guarda, veramente bella. Una venere.
Questi sono, paradossalmente, gli anfratti sereni di uno che tende inconsciamente a rifiutare l'altro.
Uno che considera indegno la maggior parte di ciò che lo circonda.



Lieto di conoscerTi.

venerdì 14 maggio 2010

Sound of silence

Hello darkness, my old friend.
I've come to talk with you again,
because a vision softly creeping.
Left its seeds while I was sleeping.
And the vision that was planted in my brain
still remains
within the sound of silence.

In restless dreams I walked alone,
narrow streets of cobblestone,
'neath the halo of a street lamp,
I turn my collar to the cold and damp,
when my eyes were stabbed by the flash of a neon light
that split the night
and touched the sound of silence.

And in the naked light I saw
ten thousand people maybe more,
people talking without speaking,
people hearing without listening,
people writing songs that voices never shared.
No one dared
disturb the sound of silence

"Fools," said I, "you do not know
silence like a cancer grows.
Hear my words that I might teach you.
Take my arms that I might reach you".
But my words like silent raindrops fell
and echoed in the wells of silence.

And the people bowed and prayed
to the neon god they made
and the sign flashed out its warning
in the words that it was forming
and the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
and tenement halls
and whispered in the sound of silence".

lunedì 10 maggio 2010

L'eremita pagano



Non baratterò mai le mie conquiste e la mia spiritualità
con i falsi miti dell'oscurantismo moderno.


Questo post lo dedico a lui.

mercoledì 21 aprile 2010

2763° Anniversario

Roma divina, a Te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a Te nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.
Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il Sol che nasce sulla nuova storia;
fulgida in arme, all'ultimo orizzonte
sta la Vittoria.

Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina:
il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.
Madre che doni ai popoli la legge
eterna e pura come il Sol che nasce,
benedici l'aratro antico e il gregge
folto che pasce!

Benedici il riposo e la fatica
che si rinnova per virtù d'amore,
la giovinezza florida e l'antica
età che muore.
Madre di uomini e di lanosi armenti,
d'opere schiette e di penose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo
sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.

martedì 20 aprile 2010

Buonanotte a te

Ci sono momenti in cui ho l'impressione di perdere quella carica positiva che, seppur non così trascinante, alimenta la mia volontà ed il mio guardare avanti.
Voltandomi indietro, gli errori continuano a vomitarmi addosso il loro tiepido sapore amaro, oramai quasi familiare.
A volte mi chiedo se tutto questo correre di qua e di là possa consistere alla fine in qualcosa, se possa valerne la pena.
E' passato il tempo in cui esplorando il mondo, esaminandone con cura i meandri, riuscivo ancora a stupirmi, a provare emozioni.
E poi questo continuo sperare nel domani, questa profonda avversione per tutto ciò che è "oggi"...mentre tutto continua a funzionare, scricchiolando, cigolando...

In certi casi è meglio far saltare tutto per aria, il risultato sarebbe migliore.



Spero proprio di non passare la mia vita a coltivare fiori nel deserto.

lunedì 12 aprile 2010

Non è per niente finita!

Sei del mattino.
Quattro ore di sonno e un leggero bruciore agli occhi.
Mi alzo deciso, con forza, come sempre faccio quando dormo solo.
Mezz'ora dopo sono fuori.
La mia destra regge il casco, la sinistra è stretta in un pugno.
Quest'antipatico odore di città già si fa strada all'interno dei miei polmoni.
Il cielo è grigio.
Un vento nervoso ed estemporaneo mi fa avvertire la pungente freschezza dell'aria mattutina, mentre la profonda eco di remoti tuoni rende l'atmosfera pesante e cupa.

La mia mente, come suo solito, si estranea da questo suggestivo contesto solo pochi passi dopo.

Non sono sereno. Un cattivo pensiero mi attanaglia.
Stai male e lo avverto. Lo avvertivo da mesi.
E ancor prima che Tu me lo facessi presente, sentivo che anche l'ennesima ed ultima offensiva che avevi avuto l'idea di scatenare (la più bella ed ingegnosa in verità) sarebbe risultata troppo gravosa per le esili e ricurve reni di quei moderni uomini vincenti sui quali avrebbe dovuto, in buona parte, far leva.
Era gennaio, ben tre mesi fa.
Ricordo di aver pianto nella più tremenda solitudine ed incomprensione, certo com'ero che nessuno, proprio nessuno avrebbe compreso la ragione della mia pena. Ebbi solo il coraggio di accennarlo attraverso numerosi mezzi termini ad una persona che, nel frattempo, mi diveniva cara. Ovviamente con pochi risultati.
In quel medesimo lasso temporale mi son ritrovato senza un lavoro.
Ero talmente schifato dagli uomini che avevo deciso di tenere nel sotto-sella della mia moto quell'affilato ferro nero che hai visto in camera, in modo da poter efficacemente far fronte alla fortunata eventualità di incrociare un individuo in barbetta e ricciolini. Il loro virus sembra aver contagiato l'intera umanità. Non trovo molte eccezioni. Siamo davvero circondati da inconsapevoli zombie non pensanti, proprio come nei film americani.
Questo stato d'animo è durato per diverso tempo, anche dopo aver trovato la mia nuova occupazione, tant'è che qualcuno ha addirittura pensato che fossi un uomo ormai "vecchio" che sentiva non aver più nulla da poter scoprire.
Per fortuna questo brutto momento è passato.
Ho ritrovato motivi per sorridere, sono tornato ad essere beffardo.
E ogni giorno, quando sento gli scricchiolii invariabilmente prodotti da quest'immenso carrozzone di menzogne...sul mio viso appare un ghigno.
Ci sono crepe ovunque in questo sistema.
La stessa natura è dalla nostra parte, semplicemente perchè cambia.
La vita non finisce qui, ci saranno altre occasioni.
Io non ho mollato.
E se non ho mollato io...come puoi mollare Tu??!
Tu...che hai l'anima di un imperatore e lo sguardo di un legionario!
Come puoi proprio tu arrestare la marcia?!!
Il fatum ci concederà nuove opportunità prossimamente!
Non fermarti! Non farlo!
"Le sconfitte si trasformano in disfatte quando non abbiamo la forza di reagire.", ricordi?
Se cedi adesso, non avrei più nessuno con cui condividere a pieno la mia spiritualità.
Il nostro sogno viene da lontano, ma noi guardiamo al futuro.
E' quello che mi hai sempre detto.
Non tradirTi.
Fallo almeno per me.

giovedì 11 febbraio 2010

Non scordo!

[...]
Io non so dimenticare
la mia rabbia e la vergogna
nel vedere un ragazzino
che era già messo alla gogna
per aver voluto dire:
"Io non so dimenticare
un passato dignitoso
per il quale provo onore!"
E veniva trascinato
per i corridoi di scuola
col cartello appeso al collo
con su scritta una parola
che per noi voleva dire
"uno con un ideale"
ma per tutto quanto il mondo
era il simbolo del male!

[...]

martedì 2 febbraio 2010

Seeking for...what?



Davvero niente al mondo sembra essere permanente.
Qualsiasi cosa prima o poi può sparire o comparire, affievolirsi o crescere.
Di certo nulla resta statico e tutto evolve verso situazioni a volte prevedibili, altre volte no.
Tutto ciò...non sembra piacermi.
Non che abbia la mania del controllo, ma il sentirsi in balia di qualcosa di non identificabile nè comprensibile nè tantomento gestibile...mi dà un senso di insicurezza più o meno marcato.
Certe scelte non mi aspettavo nemmeno di concepirle e invece...
Non so proprio dove sto dirigendomi.
Grazie al cielo dal punto di vista professionale i problemi sembrano essersi risolti piuttosto bene, ma questi buoni risultati non sembrano tangermi nemmeno un po'.
Ho pochi punti di riferimento e la nebbia mi avvolge, mi rallenta, mi stanca.
E continuo a rimanere quasi immobile, mentre il mondo passa e cambia.
E non mi decido, mentre c'è chi soffre tanto e perisce.

mercoledì 13 gennaio 2010

Grey Room


Well I’ve been here before,
I’ve sat on the floor
in a grey grey room.
Where I stay in all day,
I don’t eat, but I play
with this grey grey food.
Désolé, If someone is prayin’,
then I might break out.
Désolé, even if I scream,
I can’t scream that loud.
I’m all alone again,
crawling back home again,
just stuck by the phone again.

Yeah, well I’ve been here before,
Sat on a floor
in a grey grey mood.
Where I stay up all night
and all that I write
is a grey grey tune.
So pray for me child,
just for a while
and I might break out yeah.
Pray for me child,
even a smile
would do for now.
So I’m all alone again,
crawling back home again,
just stuck by the phone again.

Have I still got you to be my open door.
Have I still got you to be my sandy shore.
Have I still got you to cross my bridge in this storm.
Have I still got you to keep me warm.

Coz if I squeeze my grape
and I drink my wine yeah...
Coz if I squeeze my grape
and I drink my wine yeah...
Yeah, oh coz nothing is lost,
this is frozen in frost
and it’s opening time
and there’s no-one in line.

But I’ve still got me to be your open door.
I’ve still got me to be your sandy shore.
I’ve still got me to cross your bridge in this storm.
And I’ve still got me to keep me warm.

Warmer than warm yeah.
Warmer than warm yeah.
Warmer than warm yeah.
Warmer than warm yeah.

sabato 9 gennaio 2010

Alone... (parte terza)

"Io non so chi siete, non so cosa volete. Se cercate un riscatto sappiate che non possiedo denaro, però possiedo delle capacità molto particolari che ho acquisito durante la mia lunga carriera e che fanno di me un incubo per gente come voi. Se vi arrendete, la storia finisce qui. Ma se non lo farete, io vi cercherò. Vi troverò. E vi ucciderò."

Si. Le cose non si mettono bene. Ma cosa devo fare?
E' già positivo che non stia dando di matto (credo). E poi...nel buio qualche luce si vede ancora, non è il momento di disperarsi.
La voglia di prenderli a pugni in faccia, quella resta, ma nemmeno per queste attività il momento è idoneo.
E' in situazioni come questa che dubbi di ogni genere mi prendono d'assalto il cervello, specie nelle ore notturne. Le incertezze spuntano da ogni angolo finché tutto si dilegua mentre cado lentamente tra le braccia di Morfeo.
E generalmente il giorno dopo mi sento meglio.
Buona notte.