giovedì 29 dicembre 2011
Il sole sa splendere anche d'inverno
Ascoltare la sua voce...cercando di coglierne ogni prezioso dettaglio.
Accarezzarle l'addome con dolcezza, col mento appoggiato sulla sua spalla destra, osservando il suo dolce profilo rilassarsi.
Forse cercava proprio me, ma come posso saperlo?
E' caduta dal cielo nel bel mezzo del mio lasciarmi andare, proprio quando ero sul punto di crollare, di buttare giù tutti i miei sogni per vivere alla giornata.
Ero come un gattino smarrito per strada...e Lei mi ha raccolto senza chiedermi nulla.
Cosa avrò mai fatto per meritarmela?
Ogni giorno mi fa sognare ad occhi aperti.
E ogni notte la immagino accanto a me.
Baciarla è come accostare l'inferno al paradiso.
Il tempo accelera mentre assaporo le sue morbide labbra.
Attimi che vorrei fossero infiniti.
Ma solo Lei lo è.
venerdì 23 dicembre 2011
Ti scatterò una foto
Ricorderò e comunque anche se non vorrai.
Ti sposerò perché non te l' ho detto mai.
Come fa male cercare, trovarti poco dopo.
E nell'ansia che ti perdo, ti scatterò una foto…
Ti scatterò una foto…
Ricorderò e comunque so che non vorrai.
Ti chiamerò perché tanto non risponderai.
Come fa ridere adesso pensarti come un gioco...
E capendo che ti ho perso, ti scatto un'altra foto...
Perché...piccola potresti andartene dalle mie mani.
Ed i giorni da prima lontani saranno anni.
E ti scorderai di me,
quando piove i profili e le case ricordano te.
E sarà bellissimo,
perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te.
Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse.
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire.
E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante,
ma pure avendoti qui ti sentirei distante.
Cosa può significare sentirsi piccolo,
quando sei il più grande sogno il più grande incubo.
Siamo figli di mondi diversi e una sola memoria
che cancella e disegna distratta la stessa storia.
E ti scorderai di me
Quando piove i profili e le case ricordano te.
E sarà bellissimo,
perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te.
Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse.
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire.
Non basta più il ricordo,
ora voglio il tuo ritorno…
E sarà bellissimo,
e perché gioia e dolore han lo stesso sapore,
lo stesso sapore con te.
Io vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse
e tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse.
E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare
e voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire.
E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…
martedì 20 dicembre 2011
domenica 18 dicembre 2011
Storie di vite diverse
Posso solo questo sogno...scusa per la mia fantasia...
Lui forse sta tornando sulla Terra, ma non ci è ancora arrivato.
Lei è sempre stata sulla Terra, vorrebbe che ci rimanesse anche lui.
Lui di rado tradisce inquietudine, vorrebbe sapere qualcosa in più.
Lei non parla molto, forse lo ama, ma non vuole che lui lo sappia troppo presto.
Lui alle volte appare piuttosto coinvolto, ma poi rimette la testa sulle spalle.
Lei si fa trascinare ogni tanto, ma non si spreca.
Lui la vorrebbe serena, dolce e fiduciosa.
Lei non crede alle favole, magari perchè le sue non hanno avuto un lieto fine.
Il cuore di lui sussulta ai suoi baci e ai suoi sorrisi.
Lei forse lo avverte, ma ha ancora un po' di timore.
Dormivano fianco a fianco.
Lui, in uno stato di semi-incoscienza, lottava per sopprimere quella tristezza interiore che lo attanagliava, singhiozzava di tanto in tanto e volgeva spesso il suo sguardo a lei per cogliere nella sagoma del suo viso qualcosa di confortante, ma l'oscurità non glielo permetteva.
Avrebbe voluto dormire stringendola a se.
Avrebbe voluto sentire da lei una parola.
Avrebbe voluto farle presente le sue paure.
Avrebbe voluto sapere quali pensieri le girassero nella mente.
Trovava però qualche goccia di conforto pensando all'amore mostrato da lei nel suo dolce concedersi poche ore prima.
Poco dopo Morfeo si occupò anche di lui.
venerdì 16 dicembre 2011
L'uomo nuovo
E fin qui nulla di strano.
Ciò che mi desta stupore è che alcuni obiettivi li ho già raggiunti inavvertitamente da qualche giorno, dal 10 dicembre ad essere precisi, quindi a cominciare da 6 giorni fa.
Sei giorni via via più intensi, nei quali i miei equilibri sono mutati profondamente.
L'impressione è quasi quella di essere ritornato bambino.
Ho ricominciato a sognare, a sorridere, a sperare.
Ho messo via un po' di razionalità e mi sono lasciato guidare dal cuore.
Sono più spontaneo, intraprendente, contemplativo.
Ho anche tolto qualche pelo dalla lingua.
Dormo meno, molto meno, ma non ne faccio un dramma.
Sarà un po' di inquietudine per il cambiamento, o forse la paura che sia solo un bel sogno e tutto possa finire da un momento all'altro...
venerdì 9 dicembre 2011
No pain, no gain
Sicuramente è tra i mali più sfiancanti presenti in natura.
Alcune tipologie di dolore riescono ad abbatterti senza riserve, ti relegano in un angolo, ti tolgono la voglia di vivere, di parlare, di esistere.
L'impatto psicologico del dolore è anch'esso devastante.
Il dolore ti fa sentire solo.
Non può esserci solidarietà nel dolore.
Il dolore ci rende isolati nella nostra sofferenza.
Diventiamo scontrosi e ci allontaniamo dal resto del mondo, magari nell'illusione di poterlo battere con la concentrazione.
Ma il vero dolore...quello che mi devasta dentro, che distrugge la mia volontà, che mi mette al tappeto e che mi lascia esangue in uno stato più vicino alla morte che alla vita...
...è la solitudine.
martedì 6 dicembre 2011
Perfino i mobili
Appena insediatosi a Palazzo Chigi il neo-ministro degli Affari europei Enzo Moavero ha chiesto di rimuovere la sua scrivania. Secondo la leggenda apparteneva a Benito Mussolini, ma l'ultimo ad utilizzarla era stato l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, che ne aveva fatto un motivo di scherzoso vanto. Moavero non sembra avere la stessa voglia di scherzare con i residuati del ventennio, e ha quindi dato l'ordine di sgombrare la stanza: «Ma è soltanto per motivi di spazio», ha spiegato, smentendo le voci che spiegavano la decisione con una scelta «antifascista».
LA SODDISFAZIONE DELLA SINISTRA - «La scelta di Enzo Moavero è una scelta di igiene politica». Dice invece Alessandro Pignatiello, della segreteria nazionale del Pdci. «Che settori della destra, parlamentari ed extraparlamentari, ma tutti interni alla coalizione di Berlusconi e Alfano, rivendichino con orgoglio le gesta compiute da quella scrivania da Mussolini la dice lunga sul grado di democrazia della destra italica».
sabato 3 dicembre 2011
Riprendere l'iniziativa
Anche adesso, nell'impagabile ora della quiete, la vita scorre strafottente di ciò che è stato e, probabilmente, di ciò che sarà.
Il Fato è stato benevolo ai tempi e, devo ammetterlo, anche negli ultimi cicli, seppur facendomi passare attraverso mille peripezie, gioie, drammi, momenti di felicità e sconforto alternati.
Si è, però, ripreso un grande dono che 2 anni fa ritenni in cuor mio di non meritare.
E lo ha fatto senza troppi frastuoni.
"Sia fatta la Sua volontà" direbbe la gente d'oggi.
Io non amo far mio questo approccio. Per me il destino è un interlocutore, magari privilegiato, ma non il padrone. Ed in qualche sparuto caso, nel corso della mia singolare esistenza, ho persino avuto l'ardore di sfidarlo o, per lo meno, di metterlo in discussione, con esiti anche ragguardevoli.
E' comunque uno scontro impari, i casi come questo dovrebbero insegnarmelo.
La linea di demarcazione tra il perso e il salvabile è sempre offuscata.
Questo si traduce sovente in una difesa ad oltranza di tutto ciò che reputo mio, fin quando il reale mi sbaraglia e, in contrasto con le favolette mosaiche, Davide è sconfitto da Golia.
Constatata la situazione, al leniniano "Che fare?" la mia mente si rifiuta di rispondere e prosegue nelle sue estemporanee elucubrazioni come se nulla fosse accaduto.
Sarà perché sono diventato adulto? C'è chi ne sarebbe soddisfatto.
Sono io.
Sempre tra una vetta e un baratro, in una dimensione talmente astrusa che il figurarsela può solo evocare un attonito stupore.
L'assenza di corrispondenze incoraggianti tra il mio pensiero e la realtà che gli altri percepiscono mi fa cadere con facilità nelle più banali trappole del mondo moderno; finisco così per inseguire miti squisitamente materiali e, per la maggior parte, forzatamente individuali, nella speranza di colmare definitivamente uno sconfortante secchio bucato sul fondo.
Non so cosa farò, ma alle donne credo di aver dato più di quanto abbia ricevuto.
venerdì 18 novembre 2011
Quando la spontaneità tradisce...
SVENDERANNO QUEL POCO CHE CI E' RIMASTO ALLA FINANZA INTERNAZIONALE E COSMOPOLITA!
NON AVRANNO BISOGNO DI TANTO TEMPO PER FARLO, FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
lunedì 14 novembre 2011
Ecco a voi l'uomo della provvidenza

Questo il suo Curriculum Vitae:
Dottorato a Yale, funzionario della Goldman Sachs (la banca d'affari che ha affossato l'Italia e la Grecia), membro del circolo di affaristi sovranazionale e privato Bilderberg, presidente europeo della Commissione Trilateral (il super consiglio d'azienda di banche e multinazionali), nominato precipitosamente senatore a vita da Napolitano per farne un "politico".
Ecco l'uomo chiamato a mettere in liquidazione l'Italia e a lasciarci in ginocchio, in coppia con Mario Draghi e sotto le direttive della City, di Wall Street, del'FMI e del WTO. L'uomo che "miracolosamente" mette d'accordo destre e sinistre.
Ecco l'effetto della crociata condotta da giornalisti e da valletti bipartisan per "moralizzare" e per normalizzare la politica italiana, per renderla più accetta ai salotti internazionali di quanto lo fosse la corte di Arcore.
E intanto...
...a Roma (e in molte altre città italiane) una folla di inutili idioti si è riunita per festeggiare l'occupazione finale della nostra politica da parte della casta che ci ha messo in bancarotta. La canaglia plaudente va incontro al proprio fallimento socioeconomico lanciando urla di giubilo e lustrando le scarpe a chi le spezzerà la schiena. Non ha ancora capito, questa gentuzza degna dei propri padri, che stavolta gli americani non ci regaleranno né cioccolata, né sigarette Marlboro.
Sul serio mi chiedo perchè credere ancora che questo Paese si meriti una dignità alla quale non aspira. Gli eredi di una civiltà millenaria e senza pari nella storia...adesso gioiscono del loro servaggio.
Dalle stelle più luminose alle stalle più fetide.
Siamo al capolinea.
Se un manipolo di valorosi saprà opporsi ad oltranza contro questa disfatta annunciata, dovrà altresì fronteggiare un'orda di zombie che difenderanno a spada tratta la loro condizione sub-umana.
Chi vivrà...vedrà.
venerdì 28 ottobre 2011
Rose rosse dalle camice nere
Corri forte, amico mio, che qui il tempo non perdona.
E fotti quelle circostanze, quei sorrisi da ruffiano,
quelle frasi senza cuore di una vita vuota!
E sali sempre un po' di più,
e dona sempre un po' di più,
che qui niente resta in piedi,
che qui niente resta uguale!
E costruisci senza sosta, senza riprendere fiato
un castello nella roccia, una diga nel destino.
E fotti quelle circostanze, quelle mani stanche,
quelle bocche storte in quelle stanze!
E sali sempre un po' di più,
e dona sempre un po' di più,
che qui niente ti è scontato,
siamo quello che facciamo!
E dona questa vita come getteresti un fiore...
Corri forte, amico mio, che qui il tempo non perdona.
E fotti quelle circostanze, quelle facce stanche,
quelle teste senza cuore di una vita spesa male!
E sali sempre un po' di più,
e dona sempre un po' di più,
che qui niente ti è vicino,
che qui niente è regalato!
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
guarda il vento come soffia e come gonfia queste vele!
E sono solo rose rosse dalle camicie nere,
sono nate sopra il marmo di mille primavere!
lunedì 26 settembre 2011
Attrici malvagie
Nei giorni immediatamente successivi alla Liberazione di Milano i due attori pagarono con la vita la loro notorietà associata al regime fascista, l'appartenenza di Valenti alla Xª Flottiglia MAS e la frequentazione della Villa Triste, a Milano, sede della banda Koch.
A 31 anni, incinta di un bambino (Kim, l'unico figlio avuto da Valenti, era morto poco dopo la nascita), la Ferida fu fucilata dai partigiani in via Poliziano a Milano assieme a Valenti il 30 aprile 1945, dopo un sommario processo nel quale fu accusata di collaborazionismo e soprattutto di aver torturato alcuni partigiani imprigionati a Villa Triste. Non è mai stata accertata in sede giudiziale una loro responsabilità rispetto alle attività della banda Koch.
Giuseppe Marozin, detto "Vero", capo della Brigata partigiana "Pasubio" e responsabile dell'esecuzione della Ferida, dichiarò, nel corso del procedimento penale a suo carico per quell'episodio: «La Ferida non aveva fatto niente, veramente niente. Ma era con Valenti. La rivoluzione travolge tutti.» Marozin affermò anche che l'ordine di effettuare l'esecuzione della Ferida e di Valenti venne direttamente dal C.L.N.A.I. nella persona di Sandro Pertini ("Quel giorno - 30 aprile 1945 - Pertini mi telefonò tre volte dicendomi: "Fucilali, e non perdere tempo!"). A detta di Marozin, Pertini si rifiutò di leggere il memoriale difensivo che Valenti aveva scritto durante i giorni di prigionia, nel quale erano contenuti i nomi dei testimoni che avrebbero potuto scagionare i due attori da ogni accusa. Non ci sono tuttavia altre fonti che confermino il diretto coinvolgimento di Pertini.
Dalla casa milanese di Valenti e Ferida, qualche giorno dopo la loro fucilazione, venne sottratto un autentico tesoro, del quale Marozin nel dopoguerra ammise la "confisca", ma sostenne di non ricordare dove tali beni fossero finiti: "Una parte fu restituita, credo, alla madre della Ferida - circostanza categoricamente smentita da quest'ultima n.d.r.- il resto andò a Milano"."
martedì 20 settembre 2011
Un dì fasto in giorni nefasti
(Camillo Benso Conte di Cavour, discorso al Parlamento italiano, 11 ottobre 1860)

Oggi è XX Settembre.
A questo giorno fu intitolata la piazza principale del mio paese.
Centoquarantuno anni fa (1870) Roma tornava all'Italia e l'Italia tornava a Roma.
L'Italia era quasi fatta, mancava da sconfiggere il potere della chiesa su Roma e nel Lazio.
La famosa Breccia di Porta Pia non fu in realtà di grande interesse strategico, così come gli scontri che ad essa seguirono.
Ciò che colpisce è l'irresistibile idealismo che permeava dalle umane menti del tempo.
Roma doveva essere a qualunque costo la capitale della nuova Italia. E così fu.
Lo Stato Pontificio fu di fatto aggredito militarmente da una forza che contava ben cinquantamila uomini. A difesa del potere papale si schierarono soldati di diverse nazionalità europee, ma capitolarono miseramente.
Di fatto si venne a creare una grave frattura tra il mondo cattolico e lo Stato italiano.
Si deve ricordare a tal proposito che la stragrande maggioranza delle popolazioni italiche era di fede cattolica.
Tale frattura rimase tale fino al 1929, anno in cui il Duce firmò i cosiddetti Patti Lateranensi, concedendo numerosi privilegi ed agevolazioni fiscali al papato, oltre alla sovranità su una modesta porzione di territorio all'interno di Roma, il Vaticano.
A seguito di questo concordato, Mussolini ritenne opportuno rimuovere la data del XX Settembre dalle festività nazionali, per evitare che gli Italiani festeggiassero una giornata che, oltre a testimoniare la gioia per l'unificazione, tradiva anche un pizzico di discordia tra gli Italiani.
Stati europei come la Francia si opposero a quella aggressione militare, ma lo Stato italiano agì in maniera totalmente indipendente.
Vale la pena di ricordarlo oggi in un'Italia prostrata in cui banchettano come Proci soltanto internazionalisti, secessionisti, puritani e maggiordomi.
giovedì 15 settembre 2011
Incrollabile fede o banale illusione?
sabato 2 luglio 2011
A modo mio
Sai, non credo accetterò ancora altre lezioni da questi quattro presuntuosi.
Democrazia: grande pollaio....un pianto, un grido ed uno sbadiglio...
Oh, mio Dio, quanto è banale il vostro mondo dell'uguale!
Sai, non sono stato mai altruista come adesso e penso a quello che è successo.
Sai, non credo prenderò ancora altre lezioni da questi quattro presuntuosi.
Democrazia: grande pollaio...un pianto, un grido ed uno sbadiglio...
Tutti quanti a sgomitare per chi fa l'uovo più normale!
Sai, non sono stato mai così sveglio come adesso, serve molto autocontrollo.
Sai, non credo cambierò il mio modo di pensare in questa epoca di scuse.
Democrazia: grande pollaio...un pianto, un grido ed uno sbadiglio...
Tutti pronti a starnazzare perché non sanno più come volare!
Allora faccio a modo mio, tanto se sbaglio pago io e sono senza assoluzione...
Allora faccio a modo mio, tanto se sbaglio pago io e non cerco comprensione...
mercoledì 22 giugno 2011
Storia & Sorte
Sei sempre rimasto nascosto in una gabbia di ossa e carne, ma hai ogni volta compreso tutto ben prima di me.
Quante volte hai palpitato...
Quante volte ho avvertito il tuo tremore nel momento del dubbio, quando spasmodicamente cercavo qualcosa a cui reggermi...
Probabilmente nessuno racconterà mai della tua esistenza.
Nessuno sarà mai in grado di capirla e giammai io sarò capace di padroneggiarla e narrarla.
Essa è il riassunto della mia vita, perchè evidenzia i momenti più toccanti e intensi di cui sono stato protagonista
Il suo destino è perdersi nella storia, come cenere al vento, tra le miriadi di storie umane che inesorabilmente si inabissano nelle profondità dell'oblio imperituro.
Da millenni l'uomo si intestardisce a mettere tutto per iscritto, le proprie sensazioni, i propri sentimenti, nella folle e bambinesca speranza dell'eternità.
Avevi proprio ragione Jessica: l'infinito non esiste, ma nonostante ciò l'uomo non fa altro che rincorrerne illusoriamente le vestigia.
Il mio cuore non è vanitoso come me, ma subisce ingiustamente il ruolo di incudine nelle sfide che pongo alla sorte.
La presunzione ha lo stesso fascino del canto di una bella sirena.
Ulisse fu, nei fatti, un perdente.
venerdì 10 giugno 2011
L'ora dell'aquile sonò...

Fortis cadere, cedere non potest.
(Il valoroso può cadere, ma non cedere.)
Se ho tenuto duro in questi sei mesi, vi era che le circostanze, gli interessi e l'avvenire ferreamente lo imponevano.
Stanti le avversità e i grigi frangenti in cui sono stato tentato ad abbandonarmi nel più totale smarrimento morale e fisico, ho tenuto sempre viva dentro di me una piccola fiamma di umana speranza, originata dallo stesso fuoco sacro che mi ha strenuamente difeso dalle derive e dalle mistificazioni del nostro tempo.
Adesso che il Fatum spira impetuoso alle mie spalle ridestandomi le membra come fosse una fresca brezza primaverile, avverto l'imprescindibile dovere di rendere un profondo ed accorato ringraziamento spirituale a tutte le volontà, terrene ed ultraterrene, che mi hanno direttamente o indirettamente affiancato e sostenuto in questi giorni determinanti.
Uno speciale "grazie" a te, Valentina, dolce ninfa che con gioia, premura e spontaneità da tempo allieti le mie stagioni. Senza il tuo contributo morale sono certo che questo risultato non sarebbe stato neanche minimamente prefigurabile.
Non mi resta che impegnarmi a fondo, nel solco dell'innato volontarismo che mi contraddistingue da sempre.
Adesso è il mio turno.
Ad maiora!
giovedì 2 giugno 2011
Repubblica
Fa pensare a marmo e acquedotti, a città romane
costruite da gente piena d'inventiva e capace di ispirazione.
Una cosa da tutti!
Repubblica: vivere in mezzo alla merda dei cani,
tra gente triste e incazzata, abbronzata da teleromanzi a episodi,
con muscoli sodi e intestini spastici.
Gente malata, circondata da animali domestici.
Una repubblica dove tutti scopano come conigli,
ma non fanno figli perché a trent'anni sono ancora bambini.
Coi videotelefonini sempre pronti a filmarsi i pompini.
Repubblica: la cosa di tutti, una cosa per tutti.
Uomini e donne che passano ore davanti agli schermi,
tutti i giorni della repubblica.
E chattano e schiattano e spremono e vengono e poi si raccontano.
Repubblica: dove gli organi d'informazione
usano i metodi del ricatto e della diffamazione,
dove i codardi pennivendoli avranno sempre l'ultima parola.
E tu avrai sempre l'onere della prova.
Repubblica: dove la legge è uguale per tutti,
ma talmente tanto che per sicurezza,
per fare certezza c'è una magistratura democratica
che si incarica da sola di fare trasparenza.
Una repubblica fondata sui valori della resistenza,
sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell'arroganza.
Una repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori,
dinamitardi e bombaroli.
Repubblica: fondata da fuoriusciti e da esiliati.
Gente con conti banca strani.
Da mafiosi italiani riportati a casa dagli americani.
Una repubblica fondata sulle menzogne e i tradimenti
Da gente senza scrupoli che accendeva le luci durante i bombardamenti.
Una repubblica fondata sui valori degli epuratori.
Da chi senza tante storie e con l'aiuto degli stranieri
Ha fatto fuori quegli ultimi italiani che fino alla fine
Hanno combattuto per un'altra Repubblica!
Per un'altra Repubblica, per un'altra Repubblica!
lunedì 23 maggio 2011
venerdì 6 maggio 2011
A noi la morte non ci fa paura
il bello tu... sei tu
di tutta la Repubblica
la meglio gioventù.
Qualcuno arriccia il naso,
vorrebbe biasimar,
ma noi non si fa caso,
si tira a camminar.
E con in testa il nostro comandante,
lo seguiremo lungo il suo cammin,
canta mitraglia la rumba fulminante
chè legionari siam di Mussolin.
A noi la morte non ci fa paura:
ci si fidanza e ci si fa l'amor,
se poi ci avvince e ci porta al cimitero,
s'accende un cero e non se neparla più.
Vogliam morire tutti crocefissi,
per riscattare un'ora di viltà,
se ci restasse di vita un sol minuto,
noi lo vivremo per un'eternità.
sabato 30 aprile 2011
Guida pratica alle aggressioni democratiche
Oggi è ancora più semplice!
Ecco la procedura:
1) fomenta disordini e finanzia ribellioni nello Stato sovrano che vuoi aggredire;
2) compra l'appoggio incondizionato dei mezzi d'informazione di massa;
3) condanna diplomaticamente le legittime repressioni che il suddetto Stato sovrano attua contro i rivoltosi per difendersi;
4) conduci lo Stato sovrano verso l'isolamento internazionale;
5) obbliga l'ONU a ratificare delle sanzioni contro il suddetto Stato sovrano;
6) invia armi leggere ai ribelli per facilitarne la vittoria;
7) esegui bombardamenti "intelligenti" tramite droni;
8) attua un'invasione di terra;
9) metti al potere i ribelli che più ti piacciono.
Ed in soli 9 passi il tuo Stato sovrano è bello e conquistato!
Cosa aspetti? Prova anche tu!
*Prerequisito fondamentale: avere l'appoggio di USA/Israele.
mercoledì 20 aprile 2011
Ed ululare è un sollievo
sabato 26 marzo 2011
PROCLAMA ALLA NAZIONE
La prova provata che l’Italia, da 66 anni, non è (né può essere, né – nelle sue attuali condizioni – potrà mai diventarlo!) uno Stato indipendente e sovrano – e che il suo Governo (di destra, sinistra, centro… sarebbe la stessa cosa!), non è (né può essere) in grado di fare liberamente e degnamente gli interessi dei suoi amministrati (in quanto, oltre ad essere chiaramente in sottordine a quello degli USA, è invariabilmente ed incessantemente sotto ricatto ed autorità di Washington che tende puntualmente, arrogantemente e sfacciatamente ad intimargli cosa si debba o non si debba fare…) – l’abbiamo definitivamente avuta in concomitanza con la Crisi libica, tuttora in corso. Questo, nonostante l’Italia avesse un preciso e vincolante trattato di non aggresione e di cooperazione con la Libia, e che i nostri interessi politici, economici ed energetici consigliassero, quanto meno, di restare neutrali.
Tenuto conto di quanto sopra, e non potendo fare altrimenti, è pertanto indispensabile che, una volta per tutte, si possa fare chiarezza. E, per poterla realmente fare, è ugualmente vitale ed urgente che si possa – al di la delle idee di ciascuno e degli schieramenti ideologici, politici e partitici in cui ognuno si riconosce – tirare una precisa, indelebile ed invalicabile linea di demarcazione, tra tutti gli Italiani. Tra coloro, cioè, a cui, per un motivo o per un altro, sta bene la suddetta situazione, e quegli Italiani, invece, che tendono fermamente a rifiutarla, e vorrebbero, in qualche modo, rimetterla in discussione.
Questa, dunque, da oggi, è la sola, possibile, linea di demarcazione:
1. chiunque, tra gli Italiani (di destra, di sinistra, di centro, di centro-destra, di centro-sinistra, di estrema destra o di estrema-sinistra), continuerà ad accettare il suddetto stato di flagrante ed umiliante sudditanza da Stati terzi (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza), sarà considerato un nemico (polemios/hostis) ed un traditore della nostra Patria;
2. chiunque altro (di destra, di sinistra, di centro, di centro-destra, di centro-sinistra, di estrema destra o di estrema-sinistra) tenderà, invece, a rifiutare il succitato stato di asservimento e di subordinazione, e vorrà, in qualche modo, riunirsi e lottare, per potere finalmente riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 66 anni, sarà considerato un nostro amico (philos/amicus) ed un nostro alleato (etairos/sodalis).
Libertà, Indipendenza, Autodeterminazione e Sovranità politica, economica, culturale e militare, per l’Italia, l’Europa ed il resto dei Popoli-Nazione del mondo.
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PER ADERIRE AL PROCLAMA VISITATE IL BLOG http://proclamaitalia.wordpress.com/
E COMMENTATELO, OLTRE A DIFFONDERLO IN OGNI MODO E SOTTO QUALSIASI FORMA.
E' DAVVERO L'ULTIMA SPERANZA CHE CI RESTA.
La mappa qui sotto mostra tutte le basi USA presenti in Italia:
sabato 8 gennaio 2011
Amour amour...
Eccolo il mio uomo: le sopracciglia arcuate a racchiudere due occhi infuocati e insieme gentili.
La mascella che fende l’aria come un coltello ma senza traccia di aggressività.
Solo una determinazione leale priva d’arrivismo.
E un po’ sopra la bocca. Sì, quella bocca quasi femminile che però è stata magistralmente depositata su di un volto virile. Carnosa, succosa come un melograno rosso maturo. Cinge una dentatura perfetta fuori d’ogni costruzione. Il suo sorriso è elargito con parsimonia ad identificare una fierezza imperativa.
Ma splende il sole su di me appena mi accorgo che i suoi occhi ridono con i miei e nulla può portarmi via da quell’immensità…
Com'è possibile che Venere abbia tenuto in serbo per me la gioia di un dono così incommensurabile?
Sarai la mia Donna sempre...e mai!




