L'uomo è un animale che pensa ed è sensibile.
Negli ultimi anni sta diventando opinione comune che il pensare e l'essere sensibili...più che essere delle "qualità", siano dei veri e propri difetti, delle storture che affliggono per fortuna una minoritaria parte delle persone.
Il perchè è presto detto: sia pensare che essere sensibili sono caratteristiche che non aumentano il PIL, di conseguenza sono deleterie per l'umanità (sic!).
Io, mio malgrado, mi ritrovo purtroppo tra i malcapitati di cui sopra.
Penso.
E sono sensibile.
Stasera in particolare mi affligge un senso di smarrimeno insostenibile.
La mia sensibilità mi fa quasi "sentire cose che voi umani..."
Provo pietà e schifo verso l'uomo contemporaneo, oramai inconsapevolmente lobotomizzato dal vivere quotidiano.
Mi sento al di sopra di lui, mi sento ancora uomo.
Questo però non fa che alleviare la mia sofferenza.
Non so neanche bene perchè, ma soffro.
Avrei bisogno di qualcuno che mi mettesse una mano sulla spalla, che mi consolasse, che mi manifestasse il suo affetto con un abbraccio, che mi desse qualche buona ragione per vivere ancora.
Questo qualcuno non esiste, per lo meno nella sfera del reale.
Quindi non mi resta che rivolgermi disperatamente ad una qualche entità sovrannaturale, magari riesco a convincerli a mandare giù qualcosa...un segno ad esempio.
Avete sentito?
Se esistete davvero, e non siete solamente un'invenzione del mondo antico, fatevi vivi.
Non era questo il vostro insegnamento?
Ho smarrito la strada?
Dove ho sbagliato?
Datemi un segno, se ancora tenete ad uno dei vostri ultimi figli fecondi.
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